tabby star mistero universo nasa

Prima è più luminosa, poi meno, ma con una luminosità che in generale tende a diminuire: un comportamento mai visto che sta dando a Tabby's Star (tecnicamente la stella KIC 8462852) il titolo di “star dei social”. Un vero enigma che va avanti almeno dal 2011, quando il telescopio spaziale Kepler ha rilevato le prime anomalie.

Tante le ipotesi che impazzano sul web, ma anche, e soprattutto, nella comunità scientifica. La più fantasiosa è la presenza di enormi strutture costruite da una civiltà aliena avanzata, teoria che però gli astronomi tendono a considerare meno attendibile. Comunque con l’hastag #TabbyStar le discussioni più o meno serie continuano.

La stella, chiamata Tabby's Star in onore di Tabetha Boyajian, la ricercatrice dell'università della Louisiana che l’ha scoperta, è leggermente più luminosa del Sole e distante da noi più di 1400 anni luce, osservata dal telescopio spaziale Kepler della Nasa, che ha notato subito le oscillazioni della sua luminosità, che comunque sta progressivamente diminuendo, a volte anche del 20 per cento,

L’osservazione suggerisce che qualche materiale in orbita attorno a questa stella oscuri la sua luce. L’Istituto Seti, centro di ricerca della California, sta studiando la stella ed esclude che questo materiale cosmico sia un pianeta, ritenendo più probabile che sia fatto di possibili detriti di comete relativamente vicine a Tabby Star.

Non esclude comunque di verificare la possibilità che ci sia realmente una civiltà aliena avanzata che abbia costruito delle strutture nei pressi della stella: per questo sono in corso le analisi dei segnali captati dall’Allen Telescope Array allo scopo di trovare segnali radio di origine non naturale provenienti da quella direzione.

In particolare gli scienziati stanno tentando di individuare segnali a banda stretta simili agli esperimenti tradizionali dell’Istituto ma a banda più larga generalmente prodotti, per esempio, da un veicolo spaziale potente.

Tuttavia una recente osservazione della Nasa escluderebbe questa affascinante teoria. I ricercatori hanno infatti scoperto che la diminuzione di luminosità era inferiore nella luce a infrarossi che nella sua componente ultravioletta. E qualsiasi oggetto più grande delle particelle di polvere oscurerebbe la stella in tutti i range di lunghezze d’onda.

“Questo praticamente esclude la “teoria aliena”, in quanto questa non potrebbe spiegare la diminuzione di luminosità dipendente dalla lunghezza d'onda” ha affermato Huan Meng, ricercatore presso l’Università dell'Arizona e autore principale del nuovo studio pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal - Sospettiamo invece che ci sia una nuvola di polvere che orbita la stella con un periodo orbitale di circa 700 giorni”.

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Per ora, quindi, le ipotesi considerate più attendibili restano quelle naturali, come sciami di asteroidi o detriti di comete che “oscillano” sulla stella, nonché quella più recente della nuvola di polvere che orbita attorno alla stella, che è ormai una star a tutti gli effetti. Non solo in cielo.

Roberta De Carolis

Foto: NASA/JPL-Caltech 

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