venere lato oscuro notte

Il lato oscuro di Venere ora è meno misterioso: la sonda Venus Express, nonostante sia ormai in pensione dalla fine del 2014, ha rivelato dettagli del pianeta quando non è esposto al Sole. Le nubi notturne si muovono in maniera più imprevedibile rispetto a quelle diurne, il cielo cambia molto più rapidamente, anche in 24 ore, e ci regala forme molto particolari e decisamente poco “comuni”.

I dettagli sono stati dedotti dai dati raccolti da Venus Express anche se non più in attività come la sonda Cassini, e in particolare dallo spettrometro Virtis dell’ESA, dalla giapponese Akatsuki in orbita attorno a Venere dal 2015 e dall’Infrared telescope facility (Irtf) della Nasa alle Hawaii.

Lo studio ha mostrato come l’atmosfera sul lato notte di Venere si comporti in modo molto diverso da quello del pianeta rivolto verso il Sole: le immagini rielaborate hanno infatti rivelato tipi, morfologie e dinamiche inaspettate e mai viste prima.

Questa è la prima volta in cui siamo stati in grado di caratterizzare su scala globale l’atmosfera sul lato notturno di Venere - ha dichiarato Javier Peralta dell’Aerospace Exploration Agency (Jaxa) e autore principale del lavoro - Mentre la circolazione atmosferica “diurna” del pianeta è stata estesamente studiata, c’era ancora molto da scoprire sul lato notturno. Abbiamo scoperto che le nubi notturne sono diverse e influenzate dalla topografia di Venere.

L’atmosfera di Venere è dominata da forti venti che girano fino a 60 volte più velocemente della stessa rotazione del pianeta, spingendo e trascinando le nuvole presenti in atmosfera. Il fenomeno è noto come ‘super-rotazione’. E tutto questo era stato studiato sul lato giorno. Ma i modelli finora costruiti erano incapaci di riprodurre il fenomeno, perché il lato notte era veramente troppo oscuro.

venere lato oscuroImage credit: ESA, JAXA, J. Peralta and R. Hueso via Phys. Org. 

“Virtis ci ha permesso di vedere queste nuvole correttamente per la prima volta, permettendoci di esplorare quelle prima impossibili da osservare – ha aggiunto Peralta - Così abbiamo trovato risultati inaspettati e sorprendenti.

Dai dati di Virtis è emerso inoltre che alcune nuvole di Venere in realtà non si muovono affatto, cosa che generalmente accade quando i venti superficiali incontrano ostacoli come montagne. Ma la superficie del pianeta è piuttosto pianeggiante nell’emisfero, cosa che, in realtà, lascia aperte altre domande, alle quali potrebbe rispondere, chissà, ancora la “pensionata” Venus Express.

La ricerca è stata pubblicata su Nature Astronomy.

Roberta De Carolis

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