nubi nottilucenti

Il cielo si tinge di blu, spettacolari nuvole appaiono all'orizzonte non appena fa buio. Ma di che si tratta? Non gridate subito: “Scie chimiche, scie chimiche!”. È lo spettacolare fenomeno delle nubi nottilucenti generalmente visibili nelle regioni polari. Almeno fino ad ora. Secondo la Nasa infatti esse si stanno espandendo anche in altre zone del mondo e sono anche in anticipo rispetto ai loro classici tempi. Ma c'è poco da esser contenti. Ancora una volta potrebbe essere colpa dei gas serra presenti nell'atmosfera.

Cosa sono le nubi nottilucenti?

Si tratta di nuvole dal caratteristico colore blu elettrico visibili pochi giorni all'anno, tra 5 e 10. Esse sono le più alte dell'atmosfera terrestre e possono essere osservate tra la fine di novembre e iprimi giorni di dicembre dopo il tramonto, al crepuscolo. Note anche come nubi polari mesosferiche, si possono osservare con maggiore frequenza nei mesi estivi a latitudini tra i 50° e il 70°, sia a nord che a sud dell'equatore.

Le nubi nottilucenti e i minimi solari

Secondo la Nasa queste nubi sono un fenomeno relativamente nuovo. Le prime osservazioni furono registrate un paio di anni dopo l'eruzione del Krakatoa, dopo che il vulcano riversò tonnellate di cenere vulcanica nell'atmosfera. Aumentarono anche dopo l'evento meteorico di Tunguska, nel 1908. Allora un grosso meteorite si abbattè sulla Siberia, distruggendo milioni di alberi.

Nel 2007, la Nasa ha lanciato il satellite AIM per studiare questo particolare e poco conosciuto fenomeno atmosferico e soprattutto per scoprire cosa favorisce la formazione delle nubi nottilucenti.

Tra la varie ipotesi vi è quella che riguarda una maggiore presenza delle nubi nel periodo dei minimi solari, ovvero quando le macchie solari sono ridotte.

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... e in anticipo

Di recente però la Nasa ha fatto un'altra scoperta. Quest'anno, AIM ha visto iniziare la stagione delle nubi nottilucenti il 17 novembre 2016. Ciò potrebbe essere dovuto a un cambiamento delle condizioni dell'atmosfera.

nubi nottilucenti2

Secondo la Nasa, il fenomeno potrebbe essere legato all'arrivo anticipato dell'estate a latitudini più basse.

Questo ha fatto sì che sopra l'Antartide il passaggio dall'inverno all'estate “abbia innescato una serie di complesse trasformazioni in atmosfera, e tra queste anche la formazione di nubi nottilucenti”.

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“AIM e altre ricerche hanno dimostrato che, per la formazione delle nuvole sono necessari tre fattori: temperature molto fredde, vapore acqueo e polvere meteorica,” ha detto lo scienziato James Russell.

Per la Nasa, queste nubi potrebbero essere il segno di una maggiore presenza di metano ma saranno necessari altri studi per confermarlo. Una cosa è certa: le nubi lenticolari si stanno espendendo ben oltre i poli e sono già state osservate dal Colorado e dallo Utah.

Francesca Mancuso

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