Esopianeti: scoperte da Kepler altre due "Terre" dove la vita potrebbe essere possibile

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Scoperti nuovi esopianeti in grado di ospitare la vita. La Terra potrebbe non essere più la sola ad avere le migliori condizioni dell'universo. Il telescopio spaziale Kepler ha individuato infatti altri otto candidati, di cui due davvero molto simili alla Terra e rocciosi.

Quante stelle come il sole ospitano pianeti come il nostro? Una domanda a cui da tempo gli scienziati cercano di trovare una risposta. E Kepler ci sta provando con tutte le sue forze. Il telescopio della Nasa, in volo dal 2009, monitora costantemente più di 150.000 stelle oltre il nostro sistema solare, e fino ad oggi ha offerto oltre 4.000 pianeti candidati per ulteriori studi - il 1000° dei quali è stato recentemente verificato.

Gli esopianeti sono quelli che si trovano al di fuori del nostro sistema solare e che orbitano attorno ad altre stelle. Affinché siano in grado di ospitare la vita devono avere almeno due requisiti: trovarsi ad una certa distanza dalla propria stella, nella cosiddetta zona abitabile, e avere una temperatura né troppo alta né troppo bassa, in modo da consentire la presenza di acqua allo stato liquido. Questo da solo non basta, servono altre condizioni, ma è comunque la base di partenza per cercare la vita.

Ed è così che gli scienziati della Nasa hanno focalizzato la loro attenzione su altri otto esopianeti, recentemente scoperti dal telescopio, di cui 6 per dimensioni simili alla Terra. Ma solo tre di essi sono situati nella zona abitabile dei loro soli, a una distanza tale dalla stella ospite da favorire l'acqua allo stato liquido sulla superficie. Dei tre, due sono probabilmente fatti di roccia, come la Terra.

Per determinare se un pianeta è fatto di roccia, acqua o gas, gli scienziati devono conoscerne le dimensioni e la massa. Quando quest'ultima non può essere determinata direttamente, gli scienziati possono dedurla dalla dimensione del pianeta.

I due nuovi pianeti rocciosi sono Kepler-438b e Kepler-442b. Il primo si trova a 475 anni luce di distanza, è il 12 per cento più grande della Terra e orbita intorno alla sua stella una volta ogni 35,2 giorni. Kepler-442b, invece, si trova a 1.100 anni luce di distanza, è il 33 per cento più grande della Terra e orbita intorno alla sua stella una volta ogni 112 giorni.

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Foto: Nasa

Ogni risultato della ricerca della missione Kepler ci porta un passo più vicini a rispondere alla domanda se siamo soli nell'universo,” ha spiegato John Grunsfeld, amministratore associato dello Science Mission Directorate della Nasa.

Gli scienziati adesso stanno lavorando per capire con che frequenza i pianeti rocciosi appaiono nelle zone abitabili di stelle come il sole, un passo fondamentale per la comprensione del nostro posto nell'universo.

Per fortuna loro, questi pianeti sono troppo lontani da noi. Impossibile raggiungerli con i mezzi attuali.

Francesca Mancuso

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