Vuoto a rendere: in UK farebbe risparmiare 39 milioni di euro

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Vuoto a rendere, quanto conviene in termini economici? Secondo un nuovo studio, condotto in Gran Bretagna, si potrebbero risparmiare 35 milioni di sterline all’anno solo in Inghilterra, circa 39 milioni di euro, grazie alla riduzione delle spese di smaltimento e di conferimento in discarica e considerando anche la necessità di meno contenitori da riciclare.

Se il governo britannico introducesse il cosiddetto “deposit return scheme (DRS)”, per le bottiglie di plastica e altri contenitori destinati alle bevande, i cittadini inglesi potrebbero risparmiare quasi 40 milioni di euro.

Ieri in Italia è partita la sperimentazione del vuoto a rendere, ma in Gran Bretagna ancora si sta valutando se farlo. All’inizio di ottobre, Michael Gove, membro dei conservatori, aveva annunciato che avrebbe lavorato con l’industria per attuare questa politica in Inghilterra.

I vantaggi sono ben noti, sia sotto il profilo ambientale, contribuendo a ridurre l’inquinamento, a anche sotto il profilo economico. Tuttavia, alcune autorità locali hanno espresso preoccupazione nei confronti del vuoto a rendere perché a loro avviso i cittadini lo utilizzerebbero in alternativa al riciclo attraverso i sistemi di raccolta in uso oggi.

Il nuovo studio però ha condotto un’analisi di dati su otto città con tassi di riciclaggio sia elevati che bassi, scoprendo che, piuttosto che andare in perdita, le singole cittadine potrebbero risparmiare fra 60.000 e 500.000 sterline ciascuna soprattutto grazie alle ridotte spese di conferimento in discarica.

Allison Ogden-Newton, direttore esecutivo di Keep Britain Tidy, uno dei gruppi che ha condotto lo studio, ha spiegato

“Non c’è dubbio che l’introduzione di un sistema di rimborso come il vuoto a rendere ridurrebbe lo spreco in questo paese, ma finora c’è stata la preoccupazione di un impatto negativo. Questo rapporto mostra invece che il DRS farebbe risparmiare i governi locali”.

Più di otto milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno in mare e l’80% proviene dalla terraferma. Tanti paesi stanno iniziando a credere sempre di più nel vuoto a rendere: dietro al pagamento di un piccolo contributo cauzionale, poi restituito, si possono riutilizzare le bottiglie.

In Italia, ieri è partita la sperimentazione, che prevede il pagamento da 3 a 5 centesimi di euro. Le speranze che dopo il primo anno, l’iniziativa possa continuare sono tante. In Germania e in Danimarca, dove tale sistema funziona da tempo, vengono restituite oltre il 90% delle bottiglie. In Inghilterra, solo il 57% delle bottiglie di plastica viene riciclato.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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