A Trento torna il latte in bottiglia per ridurre plastica e rifiuti

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Il latte fresco torna in vetro! Il consorzio Latte Trento ha ufficialmente presentato la nuova bottiglia in vetro per il latte “Il meglio di noi”, marchio riservato al prodotto fresco di alta qualità. Si ritorna così a valorizzare la produzione degli allevatori trentini, riducendo nel contempo l’impatto ambientale degli imballaggi. Tutto in vetro, ma le bottiglie non saranno vuoto a rendere.

Il latte che rientrerà nel prodotto, infatti,  garantisce il consorzio, proviene da aziende trentine selezionate, è a basso contenuto microbico e ad alto valore nutrizionale.

Nello specifico, oltre ad avvalersi del marchio di “Qualità Trentino”, il latte fresco in bottiglia di vetro ha numerosi marchi di garanzia, ognuno tutelato da specifico disciplinare di produzione. Innanzitutto il latte è Trentino di Montagna, ovvero raccolto ogni giorno solo presso le stalle dei soci (reg. UE n°.1151/2012).

Proviene da allevamenti attenti alle regole del benessere animale, con filiera certificata Csqa, e le mucche sono alimentate esclusivamente con foraggi no ogm, il 60% dei quali devono provenire dalla stessa azienda agricola in loco.

Alta Qualità significa che viene prodotto in conformità al D.M. 185/91, che certifica una qualità superiore rispetto al normale latte fresco (grassi 4,0 per 100 ml).

Il vetro è il materiale più rispettoso dell’ambiente, tuttavia le bottiglie non saranno “vuoti a rendere”. Sembra un paradosso ambientale, tuttavia le bottiglie rientrano comunque nel ciclo produttivo attraverso la raccolta differenziata e successivo riutilizzo per produrne di nuove.

Un latte così costerà circa 40 centesimi in più del normale latte fresco. “Questo prodottoannuncia il direttore Latte Trento Sergio Paoli – andrà a 1,79 e ristorna semplicemente solo i costi del materiale dell’imballo”.

latte vetro trento

L’ultima novità: le bottiglie saranno vuoto a perdere.

Il procedimento di recupero delle bottiglie non è sostenibile perché molto complesso, lungo e costoso – spiega Paoli – i vuoti devono essere selezionati, trasportati con cautela, puliti usando molta acqua e detergenti, e sterilizzati. Molto più conveniente anche per l’ambiente recuperare i frammenti nelle discariche differenziate per realizzarne di nuove”.

Un bellissimo ritorno al passato, dunque, e una nuova valorizzazione dei prodotti locali che non ha prezzo, anche in termini d’ambiente.

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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