Terzigno: rimonta la protesta di fronte ai cumuli dei rifiuti in strada

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A Napoli l’incubo dei rifiuti non trova soluzione. Le tonnellate di immondizia continuano ad accumularsi nelle strade, davanti alle scuole, agli uffici e agli ospedali e la Lega – davanti a questo disastro di assurde proporzioni – nei giorni scorsi si è dichiarata non disponibile ad accogliere i rifiuti del sud. Tra l’altro, senza considerare che l’immondizia del nord viene ospitata da anni nelle cave legali ed illegali del meridione.

La situazione sembra precipitare e anche Terzigno ha ricominciato a far sentire la sua voce; stanotte si è riaccesa la tensione quando alcuni compattatori sono passati nei pressi della Cava Sari, senza però sversare nulla; la discarica infatti non ha più ospitato i rifiuti dei diciotto comuni della zona vesuviana in seguito all’azione energica di Domenico Auricchio, sindaco della cittadina, che sabato scorso aveva firmato un’ordinanza per bloccare gli sversamenti nella discarica.

Ma l’iniziativa del sindaco non è piaciuta e ora il suo documento è sul tavolo dei magistrati della Procura di Nola, i quali ritengono che la chiusura della discarica è ingiustificata, poiché dalle analisi delle falde acquifere non risulta alcun inquinamento.

Intanto però i cittadini di Terzigno non ci stanno e dopo il ritrovamento – nel pomeriggio di ieri – di tre ordigni via Zabatta, oltre cento manifestanti si sono ritrovati in strada, diretti verso la Rotonda Panoramica, da dove si accede alla discarica, per presidiarla. La forte pioggia però – sopraggiunta durante la notte – li ha costretti a lasciare la zona e rientrare a casa, ma nelle prossime ore la protesta potrebbe ricominciare. Sebbene il Consiglio dei ministri abbia cancellato Cava Vitiello, che si trova nel del Parco nazionale del Vesuvio, stanziando 150 milioni di euro, il clima resta teso perché l’emergenza è ancora critica.
I rifiuti continuano ad accumularsi.

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