Sistri: prorogato per tutti l’avvio del nuovo Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti

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Il Sistri – Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti – sarebbe dovuto partire domani. E invece – a causa di ritardi dovuti a problemi tecnici e gestionali – verrà sicuramente rinviato, probabilmente anche di due mesi.
Il nuovo sistema per la gestione dei rifiuti, che diventerà telematico e coinvolgerà circa 300.000 aziende del settore su tutto il territorio italiano, verrà introdotto per controllare e stabilire con esattezza gli spostamenti degli automezzi che ritirano e consegnano i rifiuti nei centri di smaltimento.

Intanto, per risolvere i problemi in corso e dare l’avvio a questa nuova gestione, i tecnici del ministero dell’Ambiente e quelli dell’Albo Gestori Rifiuti stanno cercando di trovare una soluzione che permetta alle imprese coinvolte, ma non ancora pronte per questa rivoluzione digitale, di essere operative nel più breve tempo possibile, visto che la data dell’avvio era prevista per domani.

Abbiamo bisogno di un periodo di almeno sei mesi di sperimentazione del nuovo sistema – ha fatto sapere – Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto – Abbiamo inoltre bisogno che il Sistri venga applicato anche alle imprese straniere operanti in Italia, oggi escluse, per evitare che ci sia una migrazione verso l’estero di questo mercato”.
Queste stesse richieste sono state avanzate anche dalla “Rete Imprese Italia”, una realtà che rappresenta le piccole imprese italiane legate alle centrali artigiane e coinvolte in questa iniziativa.

 

Ad oggi non è ancora stato comunicato quale sarà l’iter di proroga, che in teoria potrebbe essere concessa a tutte le imprese partecipanti al progetto, oppure unicamente alle aziende ritardatarie. La proroga formalizzata all’avvio del Sistri dovrebbe avvenire tra poche ore e alcune indiscrezioni vedono l’ipotesi dell’estensione a tutti quella più accreditata, ma anche qualora si desse seguito alla proroga ad personam (limitata alle aziende ritardatarie) si tratterebbe comunque del 50% delle realtà coinvolte.

 

Ma come mai questo ritardo?
Tutto si deve alla cattiva gestione e ai ritardi nella distribuzione dei dispositivi elettronici necessari per l’avvio del SISTRI: neanche un terzo dei mezzi specializzati nel trasporto dei rifiuti ha ritirato la chiavette USB e solo un automezzo su dieci ha avuto la possibilità di ritirare e installare la scatola nera che consente di tracciare (attraverso un sistema di controllo satellitare) i rifiuti durante il tragitto dai punti di raccolta agli impianti di smaltimento.

 

Inoltre, manca una regolamentazione chiara e certa, che preveda sanzioni per coloro che non rispettino l’iter stabilito dal Sistri e l’estensione di questo disciplinare alle aziende straniere, che allo stato attuale hanno la possibilità di operare come vogliono, senza tener conto di questo nuovo sistema.

E intanto proprio oggi, rispondendo al question time alla Camera, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo avrebbe chiesto formalmente alla presidenza del Consiglio di “rimuovere il segreto di stato per rendere trasparente tutto il processo”.

 

 

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