Se sei in quarantena o in isolamento fiduciario non puoi uscire a gettare la spazzatura: ecco come gestire i rifiuti

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Sempre più persone sono in quarantena o in isolamento fiduciario. In molti si chiedono come comportarsi coi rifiuti e più in generale con la differenziata. Purtroppo non esistono regole nazionali, e neanche aggiornate ai nuovi protocolli, ma per una corretta gestione dei rifiuti possiamo fare riferimento alle indicazioni rlasciate dal Ministero della salute all’inizio della pandemia.

Nessuno ha dato nuove indicazioni, c’è un vuoto nella gestione dei rifiuti che coinvolge le tantissime persone oggi in isolamento fiduciario e in quarantena.

Specifichiamo che chi è in quarantena o isolamento non può uscire per buttare la spazzatura sotto casa (e neanche per portare il cane). Le misure di sicurezza anti-Covid non prevedono eccezioni, nemmeno se il soggetto in questione è negativo al tampone o asintomatico.

La gestione dei rifiuti (e del cane) potrà essere delegate ai conviventi, che non hanno l’obbligo di quarantena. Ma resta il dubbio su cosa fare per chi vive da solo. Può rivolgersi a un vicino? Meglio contattare il proprio Comune per avere indicazioni precise.

Purtroppo succede anche che ci siano famiglie positive con l’immondizia non ritirata, come ha confermato a GreenMe una lettrice in questa toccante testimonianza:

Differenza tra quarantena e isolamento fiduciario

La nuova Circolare del ministero della Salute del 12 ottobre 2020 aggiorna le indicazioni riguardo la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena, in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica. La circolare chiarisce che:

  • l’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità;
  • la quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa.

Di conseguenza, la quarantena interessa le persone sane che sono venute a contatto con un positivo e potrebbero essere potenzialmente esposte al rischio infettivo, mentre l’isolamento fiduciario riguarda i casi accertati di Covid-19 (positivi al tampone), che devono separarsi dalla comunità ed evitare in tutti i modi la trasmissione dell’infezione.

In linea di massima, valgono le regole rese note dall’Istituto Superiore di Sanità che ha realizzato una guida su come gestire tali rifiuti distinguendo chi è in isolamento domiciliare perché risultato positivo al coronavirus o chi è in quarantena obbligatoria.

 

Anche il Ministero della salute aveva fornito delle indicazioni, che contemplava solo due casi: i positivi o in quarantena obbligatoria e i non positivi e non in quarantena:

Infografica rifiuti coronavirus

A cura del Gruppo ISS “Comunicazione Nuovo Coronavirus”

Ma cosa succede se si è in quarantena per 10 giorni? 

Una domanda che si stanno ponendo in molti e a cui i Comuni stanno rispondendo in modi molto diversi. Anche se sono cambiati i protocolli per la quarantena, non ci sono aggiornamenti riguardo alla raccolta dei rifiuti.

Le uniche informazioni sono quelle risalenti a Marzo e Aprile.

quarantena rifiuti

©Regione Campania

Come raccomandato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nelle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria deve essere interrotta la raccolta differenziata e tutti i rifiuti domestici, includendo fazzoletti di carta, carta in rotoli, teli monouso, mascherine e guanti, che devono essere equiparati a rifiuti indifferenziati e pertanto raccolti e conferiti insieme.

Anche nel Lazio una specifica ordinanza regionale ha fatto sapere che durante il periodo di isolamento e quarantena la raccolta differenziata dovrà essere interrotta e si dovranno

“e racchiudere tutti i rifiuti domestici prodotti, congiuntamente, in almeno due sacchetti posti uno dentro l’altro (o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica), opportunamente chiusi.”

Sono in isolamento perché positivo, che faccio?

In questi casi, i rifiuti non devono essere differenziati, ma vanno buttati tutti insieme e chiusi in due o tre sacchetti resistenti (uno dentro l’altro) nel contenitore dei rifiuti indifferenziati.

Non sono in quarantena, che faccio?

Se invece non si è positivi o in quarantena, la raccolta differenziata continua come sempre, usando l’accortezza di smaltire i fazzoletti di carta, le mascherine e i guanti usa e getta (di qualsiasi materiale) nella raccolta indifferenziata, chiudendo il tutto in due o tre sacchetti resistenti (uno dentro l’altro), come spiega l’ISS.

Sono in quarantena, che faccio?

Secondo le nuove indicazioni, se si è stati a contatto con un soggetto positivo, si dovrà restare in isolamento in casa per 10 giorni, al termine dei quali si verrà sottoposti al tampone. In caso di esito negativo, l’isolamento sarà concluso. In questo caso, però, per almeno 10 giorni non si saprà se si è positivi o meno al Covid, quindi come ci si deve comportare coi rifiuti?

Anche se la casistica non è contemplata dalle regioni, il buon senso ci invita a consigliarvi ad agire come imposto a chi è positivo al coronavirus visto che fino a quando non verranno effettuati i tamponi non sarà possibile saperlo con certezza. Di conseguenza, dovrete gettare i rifiuti nell’indifferenziato e seguire le indicazioni del vostro Comune a riguardo.

Purtroppo tutto questo si tradurrà in un triste aumento dell’indifferenziata, che si aggiunge al boom di mascherine, guanti e DPI, ormai diventati una vera piaga ambientale, con cui stiamo già facendo i conti.

Fonti di riferimento: Circolare del Ministero della Salute, Iss, Regione Toscana, Regione Campania, Regione Lombardia, Ama Roma

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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