In Irlanda sarà possibile fare il vuoto a rendere su cauzione anche per bottiglie di plastica e lattine

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Un sistema di deposito su cauzione per le bottiglie di plastica e le lattine nel 2022. L’Irlanda vuole intraprendere questa strada per ridurre la quantità dei rifiuti, soprattutto in plastica, e strizzare l’occhio all’economia circolare.

Un’abitudine che i nostri nonni usavano quotidianamente, quando si viveva in un mondo praticamente senza imballaggi né usa e getta ma che adesso sta tornando di nuovo in auge. Ma che in Italia oggi stenta a decollare, mentre già in molti Paesi d’Europa, dalla Danimarca alla Norvegia, è stato adottato per far fronte al problema dei rifiuti. Ora anche l’Irlanda sta per adottare il vuoto a rendere con deposito cauzionale (DRS, deposit return scheme).

Ad annunciarlo di recente è stato il Ministro dell’ambiente Eamon Ryan, in carica da giugno, ma con le idee chiare su come cercare di traghettare l’economia verso la sponda della circolarità.

“Entro il 2050, avremo bisogno di tre pianeti terrestri per soddisfare le nostre richieste di risorse in uno scenario normale. La transizione verso un’economia circolare offre la possibilità di un futuro alternativo sostenibile ed è un passo fondamentale verso il raggiungimento degli obiettivi climatici. Questo piano incentrato sull’azione metterà l’Irlanda all’avanguardia degli sforzi dell’UE. Questa nuova politica ci richiederà di andare oltre la semplice gestione dei rifiuti, dove mettiamo in discussione il nostro uso di risorse e materiali e dovremo riconsiderare la progettazione del prodotto per ridurre la generazione di rifiuti ed estenderne la vita produttiva” si legge nel comunicato ufficiale.

Dal 2022 l’Irlanda è pronta ad avviare un deposito con cauzione DRS per bottiglie di plastica e lattine di alluminio. Anche se non sono ancora stati resi noti i dettagli, come accade già altrove i cittadini dovranno pagare un contributo minimo nel momento in cui acquisteranno una bottiglia di plastica o una lattina, contributo che sarà loro restituito non appena riporteranno indietro bottiglie e lattine vuote.

“Sappiamo tutti che il nostro attuale modello di produzione e consumo è insostenibile in termini di utilizzo delle risorse, smaltimento dei rifiuti, cambiamento climatico e perdita di biodiversità. Quello che dobbiamo fare è ripensare al nostro rapporto con le nostre cose: come le produciamo, le usiamo e le smaltiamo. Questo piano stabilisce come procederemo in modo tale da avvantaggiare le persone e il pianeta” ha aggiunto il ministro Ryan.

E’ prevista una roadmap prima dell’introduzione del sistema di deposito:

  1. Consultazione pubblica sulle opzioni di progettazione (3 ° trimestre 2020)
  2. Consultazione pubblica sul modello preferito e sui progetti di regolamento (1 ° trimestre 2021)
  3. Inizio della legislazione di base (Q3 2021)
  4. Introduzione del programma (3 ° trimestre 2022)

Gli obiettivi generali del piano d’azione sui rifiuti messo a punto dall’Irlanda non riguardano però solo l’introduzione dei depositi ma puntano a:

  • postare l’attenzione dallo smaltimento e dal trattamento dei rifiuti per garantire che materiali e prodotti rimangano utilizzati in modo produttivo più a lungo, prevenendo così gli sprechi e supportando il riutilizzo attraverso un quadro politico che scoraggia lo spreco di risorse e premia la circolarità
  • rendere i produttori che producono e vendono beni usa e getta responsabili per l’ambiente dei prodotti che immettono sul mercat
  • garantire che le misure supportino modelli economici sostenibili (ad esempio sostenendo l’uso di materiali riciclati su materiali vergini)

Secondo il Ministro dell’ambiente, occorre un cambio di passo se si considera che solo nel 2016 l’Irlanda ha prodotto 15 milioni di tonnellate di rifiuti, pari a 3,2 tonnellate per ogni uomo, donna e bambino nello Stato.

Fonti di riferimento: Gov.ie,

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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