Rifiuti elettronici: il decreto uno contro uno non viene rispettato dai commercianti. L’inchiesta di Greenpeace

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In molte parti d’Italia la raccolta dei rifiuti elettronici avviene in modo selvaggio e illegale, a causa dei commercianti che non adempiono ai loro doveri, violando il decreto “Uno contro uno”, che per l’esercente stabilisce l’obbligo del ritiro gratuito del vecchio apparecchio nel momento in cui il cliente decide di acquistarne uno nuovo.

A rendere nota questa triste verità è stata una video inchiesta di Greenpeace Hi-tox Reload, pubblicata ieri, che mette in evidenza le consuetudini illegali di molti rivenditori di apparecchi elettronici. Alcuni operatori dell’associazione ambientalista – facendo finta di voler acquistare un computer, un televisore o un nuovo frigorifero – hanno telefonato a nove rivenditori di Milano, Roma e Napoli e sono poi andati personalmente in altri tre punti vendita di Roma con una telecamera nascosta. Che cosa è emerso? Il 75 per cento dei commercianti intervistati non sono in regola con la nuova normativa in vigore da un mese.

Alcuni rivenditori – ad esempio – aumentano il costo del prodotto per far pagare anche il servizio del ritiro (che invece per legge dovrebbe essere gratuito); in altre situazioni invece i costi di consegna del nuovo prodotto e di ritiro del vecchio sono distinti e il servizio di ritiro viene svolto solo previo pagamento.

A eccezione di Milano, dove il ritiro è partito gratuitamente, a Roma e Napoli sembra regnare la discrezionalità del rivenditore piuttosto che il rispetto della legge – ha commentato la responsabile della campagna Inquinamento, Vittoria Polidori. – Eppure l’obbligo del ritiro gratuito “uno contro uno” è in vigore da 5 anni, sebbene l’obbligo effettivo sia arrivato solo ora con il decreto Semplificazioni. C’era tutto il tempo per adeguarsi! Pagare due volte è una beffa. Stiamo verificando – ha continuato Polidori – se presentare un esposto alle autorità competenti. Ma è la gestione dei nostri rifiuti elettronici che deve migliorare. Sono scarti pericolosi e in rapido aumento che richiedono una particolare attenzione”.
Intanto Greenpeace chiede al Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, di monitorare la situazione e far in modo che tutti i commercianti si adoperino subito per rispettare le nuove norme.

Verdiana Amorosi
Guarda la Videoinchiesta di Greenpeace:

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