“Più differenzi e meno paghi”: a Draghi le associazioni chiedono una revisione della Tari a livello nazionalein e

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Una profonda revisione della tassa sui rifiuti disincentivando nel contempo il conferimento in discarica: se si vuole davvero una reale transizione verso l’economia circolare, urgono una serie di misure. Prima di tutto, una reale revisione delle imposte in tutto il Paese e una più puntuale tassazione anche e soprattutto in base alla quantità di secco.

È questa una delle proposte presentate da Fise Assoambiebte (Associazione delle imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica) e che verranno avanzate nelle prossime settimane al Governo appena costituito.

Garantire una reale transizione verso l’economia circolare utilizzando efficacemente le risorse europee (Next Generation EU e Fondi Strutturali) per finanziare strumenti economici di mercato e dare sostegno agli investimenti green. È questa la proposta che emerge dal Report “Strumenti economici per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti – Una ‘Strategia’ in 5 mosse”.

Ma cosa si chiede in fatto di Tari?

L’Associazione ambientalista è chiara su un punto: è necessaria una tassazione reale, basata effettivamente su quanti rifiuti si producono. Sarebbe quindi utile:

  • Rivedere la TARI, dal tributo alla tariffa e quindi promuovere il passaggio a una tariffa rifiuti puntuale (calcolata in base alla reale produzione dell’utente), che incentivi il riciclo, limiti la produzione di scarti e, al contempo, stabilisca un razionale sistema di corrispettivi diretti per i gestori del servizio;
  • Ripensare la tassazione ambientale, penalizzando il conferimento in discarica e Abolire la tassa provinciale sui rifiuti (quota parte della TARI) e l’addizionale sulla raccolta differenziata, rivedere al rialzo l’ecotassa sul conferimento in discarica o per l’invio all’estero, confermare la tassazione sulla plastica, ma solo su quella non riciclabile

Gli altri punti chiesti dalla Fise sono:

  • Rafforzare la Responsabilità Estesa del Produttore

Estendere l’applicazione della Responsabilità Estesa del Produttore alle filiere oggi non coperte (ad esempio per materiali tessili, plastiche diverse dall’imballaggio, arredi), riconoscendo agli operatori del riciclo una parte dei ricavi provenienti dalla vendita

  • Incentivare il riciclo con i nuovi “Certificati del Riciclo”

Incentivare il riciclo di materia attraverso “Certificati del Riciclo” (per ogni una tonnellata di imballaggio), sostenere la domanda con aliquota IVA ridotta per i prodotti realizzati con beni certificati riciclati e rafforzare gli acquisti verdi da parte delle P.A.

  • Incentivi al biometano e recupero energetico per i soli scarti non riciclabili

Prevedere l’utilizzo a livello nazionale dei programmi di incentivazione, calibrati in funzione degli obiettivi comunitari, consentendo i finanziamenti della Banca Europea per gli impianti di recupero energetico, al fine di trattare i rifiuti non riciclabili e gli scarti dei processi di riciclo. Confermare gli incentivi per il biometano oltre il 2022.

QUI trovate il documento completo.

Fonte: Fise Assoambiente

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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