Puliamo il buio 2009: il sottosuolo a rischio ambientale

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Da sedici anni, nel mondo, si organizza “Clean up the world“, un evento globale – 140 Paesi per una stima vicina ai 40 milioni di cittadini – e che in Italia Legambiente ha chiamato “Puliamo il mondo“, favorendo la partecipazione di adulti e bambini nella pulizia di parchi, strade e piazze; ma un’altra manifestazione, si è svolta in contemporanea questo week end: è “Puliamo il buio” della Società Speleologica Italiana, che ha coinvolto gli speleologi di tutte le regioni italiane nella bonifica e recupero delle grotte. O sarebbe il caso di dire: delle discariche a cielo aperto.

Prassi comune: occultare i rifiuti, di ogni genere, nel buio, che sia di profondità terrestri o marine. Così il mare è vittima del petrolio (e dei liquami inquinanti) e il sottosuolo soccombe sotto il peso di ferraglia, pneumatici, calcinacci, medicinali scaduti, batterie esauste, pesticidi, plastica, scarti industriali, materassi, sacchi neri e avanzi di ristorazione.

Le grotte, da sempre considerate il regno degli inferi, si continua a considerarle come scenario inquietante nel quale far sprofondare le vergogne superficiali. Senza considerare che portano con sé la storia del pianeta Terra.. l’acqua, elemento di Puliamo_il_buio_2009_3vita, ha scavato la sua via verso la falda, bacino di linfa vitale per tutti gli esseri che la popolano. Le cavità, molto spesso, sono dimora sicura e silenziosa di spazzatura, di rifiuti solidi e liquidi: molto spesso, quando l’imbocco della cavità ha dimensioni “comode”, vi finiscono dentro anche autoveicoli rubati, dismessi o prove tangibili di malaffare.

Qualche volta gli speleologi riescono a trovare l’accordo con le Amministrazioni pubbliche e a collaborare in iniziative di salvaguardia: in Emilia Romagna, per esempio, con il Comune di Pavullo, in provincia di Modena, la federazione speleologica regionale ha provveduto a bonificare la Riserva naturale di Sassoguidano, recuperando circa 15 quintali, per un terzo rappresentati da vetro; in Puglia la Federazione speleologica pugliese ha ripulito 2 siti carsici tra Santeramo in Colle e Cassano delle Murge, in provincia di Bari, nel cuore della Murgia, portando alla luce quasi 4 tonnellate di immondizia e ottenendo, come riconoscimento dal Comune di Santeramo, una targa ringraziamento; in Campania, la Federazione Speleologica Campana ha portato avanti insieme a Legambiente due giorni in attività di pulizia e documentazione delle emergenze ambientali della grotta Marmuriata nel Parco regionale dei Monti Lattari.

I danni per l’ambiente sono incalcolabili: queste sono solo alcune delle opere di bonifica.

Foto e testi: Marilena Rodi

 

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