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Plastica: imballaggio oppure no? Cosa si mette esattamente nella raccolta differenziata

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Una volta mangiato lo yogurt, dove butto il vasetto? E che fine faccio fare, invece, allo spazzolino che non uso più? E vogliamo parlare di penne, pennarelli e giocattoli? Il mondo è pieno di plastica e nel (solo apparente) caos che sembra contornare il mondo della raccolta differenziata, spesso siamo assaliti da un dubbio: cosa si getta e cosa no nell’apposito contenitore?

Capire quali siano le regole per fare una corretta differenziata è in realtà più semplice di quanto si pensi. La cosa necessaria è partire da un presupposto: la raccolta differenziata della plastica si limita ai soli imballaggi. Al momento, infatti, non tutto può essere avviato al recupero.

Per intenderci, quindi, se dobbiamo sbarazzarci di oggetti come utensili da cucina, parti di elettrodomestici o di giochi, bacinelle, sottovasi, penne, pennarelli o posate (attenzione: l’elenco potrebbe essere infinito!), è all’indifferenziato, ahinoi, che dovremo affidarci, o ai centri di raccolta specifici.

Perché? Nel flusso della raccolta differenziata non potrebbe andare roba che di fatto non può essere avviata a riciclo o può solo parzialmente e questo per diverse ragioni: le dimensioni (oggetti troppo piccoli, per esempio i laccetti chiudipacco), o le contaminazioni (residui del contenuto).

Come si ricicla

La raccolta differenziata si fa in primo luogo a casa, separando gli imballaggi in plastica (l’imballaggio è un manufatto espressamente concepito per contenere, proteggere, trasportare delle merci) dagli altri tipi di rifiuti per poi conferirli al servizio di raccolta. Noi dovremo semplicemente seguire le modalità previste dal nostro Comune o dal gestore di riferimento.

Può capitare infatti che sia previsto il conferimento congiunto di più tipologie di rifiuti (ad esempio imballaggi in plastica, alluminio e acciaio). In questo caso parliamo di “raccolta multimateriale” dove, a valle, avviene la separazione dei diversi materiali in appositi impianti. Gli imballaggi in plastica, comunque, vengono poi avviati a una fase di selezione industriale per tipologia di plastica, ottenendo bottiglie in PET trasparenti, azzurrate e colorate, flaconi in polietilenefilm e sacchetti anch’essi in polietilene, plastiche miste.

Ma ricordiamoci che il nostro contributo parte ancora prima e che abbiamo la possibilità di agire su due livelli: nei negozi quando acquistiamo, scegliendo prodotti con imballaggi ecocompatibili e recuperabili ed evitando l’overpackaging, e poi quando in casa produciamo rifiuti e ne gestiamo il “fine vita”, separando al meglio le diverse tipologie e ricordando sempre che la qualità della raccolta differenziata è fondamentale per attivare una filiera industriale virtuosa che porti a un effettivo recupero e riciclo.

 Cosa si conferisce nella plastica

A questo punto vi sarà chiara una cosa: per la plastica, la raccolta differenziata riguarda solo quella degli imballaggi.

Gli imballaggi in plastica sono generalmente contrassegnati da una sigla che indica i polimeri da cui sono composti. I più diffusi sono i seguenti: PE (per “polietilene”, sia ad alta che a bassa densità – HDPE e LDPE), PP (per “polipropilene”), PVC (per “cloruro di polivinile”), PET (per “polietilentereftalato”), PS (per “polistirene” o “polistirolo”). Tuttavia, è bene sapere che tutti gli imballaggi in plastica, anche quelli che non recano una di queste sigle, sono conferibili.

Ecco un elenco di cose da buttare nelle campane della plastica:

  • Bottiglie per bevande
  • Flaconi di prodotti per la casa e la persona
  • Vasetti e barattoli per alimenti (yogurt)
  • Sacchetti e buste per pasta, salatini, caramelle, surgelati, etc.
  • Pellicole e involucri per alimenti
  • Vaschette (es. per affettati, gelato, etc.)
  • Tubetti di dentifricio
  • Retine per ortofrutta
  • Polistirolo da imballaggio (sia per alimenti, sia imballaggi di elettrodomestici)
  • Piatti e bicchieri di plastica
  • Grucce appendiabiti in plastica (anche con gancio di metallo)
  • Imballaggi poliaccoppiati plastica + alluminio a prevalenza plastica (es. sacchetti del caffè o blister dei medicinali)

Invece non possono essere differenziati:

  • Prodotti da cancelleria (penne, pennarelli, righe e righelli e altro), che vanno nell’indifferenziato
  • Posate di plastica, che vanno gettate nell’indifferenziato
  • Custodie per CD/VHS/DVD, anch’esse nell’indifferenziato
  • Bacinelle, secchi e catini, da portare a un’isola ecologica
  • Arredi da giardino (tavoli, sedie, sdraio), anch’essi a un’isola ecologica
  • Tubi di plastica per irrigazione, a un’isola ecologica
  • Imballaggi che hanno contenuto vernici, a un’isola ecologica
  • Giocattoli: se sono di piccole dimensioni, vanno gettati nell’indifferenziato; se sono voluminosi o elettronici vanno portati a un’isola ecologica (separando e conferendo correttamente le batterie interne)
  • Siringhe, coprite l’ago con il cappuccio e gettate nell’indifferenziato

Inoltre, ricordatevi sempre di svuotare accuratamente gli imballaggi da ciò che hanno contenuto, ma non è necessario lavarli. Appiattite le bottiglie orizzontalmente e richiudetele con il loro tappo.

L’APP Junker

Se avete dubbi su dove buttare cosa, niente paura! Da oggi è possibile scaricare gratuitamente la Junker App, l’applicazione intelligente che spiega Comune per Comune (ad oggi la piattaforma ha superato la soglia dei 1000 Comuni abbonati) come separare correttamente confezioni e imballaggi semplicemente inquadrando il codice a barre o scattando una foto.

Si crea così una bellissima sinergia, che aumenta anche la voglia di fare una accurata raccolta differenziata! La chicca? Attraverso l’app si possono anche segnalare rifiuti abbandonati e discariche abusive (valido solo per i comuni che hanno le segnalazioni ambientali): la foto geo-localizzata arriva al gestore della raccolta, che provvede poi alla bonifica.

Fare la differenziata, e farla correttamente, è uno dei tanti modi che abbiamo per cambiare il mondo. Forza, allora, siamo ancora in tempo!

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