Quel pericoloso pacco di amianto abbandonato sul lungomare di Termoli, nell’indifferenza di tutti

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I balneatori di Termoli, in Molise, non sono solo alle prese con il coronavirus e con le incognite della nuova stagione estiva che si avvicina, ma anche con un pericoloso pacco di amianto abbandonato proprio sulla passeggiata che porta alla spiaggia, e che lì staziona addirittura da Ottobre 2019.

Ora le intemperie lo stanno facendo sgretolare, disperdendo probabilmente nell’aria e nel suolo le sue pericolosissime fibre cancerogene. Ma nessuno lo rimuove e, nell’indifferenza di tutti, continua a restare “al suo posto”.

Ricordiamo che l’amianto è una sostanza dannosa per inalazione e inizia a essere pericolosa proprio quando inizia il suo deterioramento: quando le superfici iniziano a sbriciolarsi e sfaldarsi, diventa necessario rimuoverle, in quanto iniziano a liberare nell’aria le pericolose fibre, invisibili ad occhio nudo.

L’azione degli agenti atmosferici, gli sbalzi di temperatura, la crescita di vegetali, la continua erosione del vento, fanno sgretolare il materiale e a liberare le fibre, che rimangono sospese molto a lungo e si diffondono nell’ambiente circostante.

Ecco perché la denuncia di una balneatrice locale, Edenia Rosati, risulta ancora più preoccupante. La sua testimonianza su Facebook racconta una assurda storia di incuria e di “scaricabarile” delle autorità competenti. Il pacco sarebbe ancora lì da ben 7 mesi perché c’è un’indagine in corso della Polizia Giudiziaria.

“Amianto-19 fece la sua comparsa un giorno indefinito della prima metà di ottobre 2019, depositato dal solito incivile di turno sulla passeggiata di Rio Vivo. Inizialmente non destò particolare preoccupazione, era un’anonima scatola di cartone, ignorata dai più, in attesa di recupero e smaltimento come un qualsiasi rifiuto abbandonato. Ma dopo qualche giorno, Amianto-19 svelò un terribile segreto sulla sua identità. L’innocuo cartone infatti “poteva” contenere sostanze tossiche e pericolose, e l’avviso a caratteri cubitali (datato 17/10/2019), attaccato come un post-it sgualcito sul suo povero fianco già provato da giorni di sole e umidità, non lasciava scampo a fraintendimenti: Amianto-19 era un fuorilegge da cui tenere le distanze”, spiega l’imprenditrice, dopo essersi rivolta negli scorsi mesi alla ditta che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nel comune di Termoli, all’Ufficio Ambiente e anche al comando locale dei vigili urbani.

Nessuna risposta. Ma quando c’è in ballo la salute non è davvero possibile attendere le tempistiche burocratiche.

“Amianto-19, in balia delle intemperie e dell’abbandono più totale, si sta lentamente sgretolando, andandosi a fondere con le mattonelle della passeggiata. Hanno addirittura pensato di proteggerlo con una calda “copertina” di rete da giardino. Così, ha passato lì tutto l’inverno, ha resistito ai mezzi di pulizia stradale, alle pipì dei cani, dei gatti, dei pipistrelli, alla pandemia…”, commenta con amara ironia Edenia Rosati.

Insomma, ora è quasi arrivato giugno, ci auguriamo che questa denuncia non cada nel vuoto.

E che qualcuno si degni di rimuovere immediatamente quel pericoloso scatolone di amianto.

Perché anche l’amianto uccide. Non solo il coronavirus…

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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