I panzerotti diventano carburante: a Bari l’olio esausto alimenta i mezzi pubblici

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“Un panzerotto per l’ambiente”: questo lo slogan di un’iniziativa che userà l’olio esausto come carburante dei mezzi pubblici di Bari. Basta petrolio e fonti fossili: le fritture, dopo aver alimentato il nostro stomaco (e fatto gioire il nostro palato) serviranno a far muovere gli autobus comportandosi da perfetti biocarburanti. Il Comune ha annunciato l’accordo con l’Eni.

Un annuncio “raccogli consensi”? In realtà non è nemmeno una novità, perché una sperimentazione analoga sta per partire nella vicina Taranto. L’Assessore all’Ambiente e allo Sport Pietro Petruzzelli ha dunque voluto “ricalcare” una lodevole iniziativa, che tutto è fuorchè una fantasia, oggetto, tra l’altro di diversi altri tentativi e ricerche.

L’olio esausto usato nelle fritture infatti, da un lato è un pericolo per l’ambiente se sversato nelle falde acquifere, perché molto inquinante, dall’altro è un’utile risorsa, perché costituito di catene di carbonio “simili” a quelle dei carburanti. Nonostante il suo primo consumo, può infatti ancora fornire energia se adeguatamente trattato con le corrette procedure tecniche.

“Sta per partire a Taranto una sperimentazione davvero figa: su alcuni mezzi pubblici verrà utilizzato un biocarburante ottenuto dal recupero degli scarti di olio. L’olio della frittura per intenderciannuncia Petruzzelli sulla sua pagina FacebookUn bell’esempio di economia circolare che vogliamo portare anche a Bari. Abbiamo infatti preso contatti con l’Eni per avviare la stessa sperimentazione su alcuni nostri autobus cittadini”.

Non a caso il sindaco posta la notizia accompagnata da una frittura di panzerotti, molto apprezzati in città e invita scherzosamente a lasciar perdere la dieta in favore dell’ambiente. Ma soprattutto ricorda ai cittadini l’importanza di non buttare l’olio negli scarichi ma di conferirlo negli appositi raccoglitori per oli alimentari.

C’è da dire che proprio su questo punto i cittadini hanno iniziato a contraddire l’assessore. Alcune risposte pervenute sul post ricordano all’amministrazione che i raccoglitori sono tutt’altro che diffusi.

“Insomma Pietro ho perso il conto di quante volte te lo abbiamo chiesto almeno uno per quartiere sul V Muncipio”

“Devono mettere più raccoglitori nella zona di Piazza Garibaldi non ci sono”

“Caro assessore, può diffondere la mappa degli “appositi raccoglitori”?”

Questi sono alcuni dei commenti pervenuti, che lasciano intendere la necessità di rendere più capillare la distribuzione dei raccoglitori, anche per invogliare le persone a non buttare “comodamente” gli oli negli scarichi.

La mappa, comunque, esiste, è stata a sua volta postata da un altro cittadino come commento al medesimo post, ed è consultabile a questo link.

Restiamo in attesa di vedere l’inizio dell’iniziativa e soprattutto di conoscerne i risultati. Le premesse sembrano incoraggianti, a patto che tutti collaborino.

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Roberta De Carolis

Foto: Facebook

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