Olieco: lunga vita all’olio esausto della frittura

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Olio fritto o olio vegetale esausto non sarà più uno scarto ma un vero e proprio combustibile da riutilizzare. Ed è per questo che Ecosoluzioni, all’interno del progetto Oileco, sta cercando di dar vita ad una raccolta del cosiddetto Oapc (Olio alimentare post consumo) da trasfomare in carburante.

E come tutte le idee semplici, è un’ottima trovata. In primo luogo perché in questo modo sarà possibile smaltire o meglio trovare una migliore collocazione agli oli esausti, che vanno differenziati con attenzione, anche in ambito domestico. In secondo luogo, tali sostanze possono tornare a nuova vita, alimentando veicoli, illuminazione pubblica ed edifici.

E non è poco, se si considera che tra olio industriale e domestico, la raccolta media pro-capite annua è di 4,5 kg. Il progetto è finanziato in parte dal programma Intelligent energy for Europe che da tempo ha aggregato vari partner europei dando una maggiore spinta alla raccolta e alla valorizzazione in senso energetico degli oli alimentari usati.

Il progetto Oileco ha dunque l’obiettivo di promuovere partenariati che consolidino o inaugurino ex-novo il recupero e la riutilizzazione degli oli fritti, promuovendo filiere locali volte ad intercettare gli olii di un definito territorio e a trasformarli in energia, in elettricità, in combustibile per trasporti locali, nonché “in materia prima seconda sostitutiva di materiali vergini e caratterizzata da maggiore efficienza energetica“.

Michele Faberi, esperto di valorizzazione energetica di Ecosoluzioni ha spiegato che l’olio “è un combustibile a tutti gli effetti, assimilabile per esempio all’olio di palma che può essere utilizzato subito sia per le caldaie che per i motori diesel (anche se è più acido) oppure può essere trasformato in biodiesel“. Secondo Faberi inoltre “c’é la disponibilità da parte delle famiglie alla raccolta ma non tutti i comuni sono pronti“.

Proprio dai Comuni dovrebbe dunque partire la spinta alla raccolta degli olii esausti, non solo di quelli che riguardano il comparto “commerciale” che comprende ristoranti e catene alimentari ma anche quelli domestici. Secondo l’esperto, però, affinché l’investimento sia conveniente occorre comunque avere un bacino di circa 150-200.000 abitanti puntando alla filiera corta.

L’idea c’è. Che aspettiamo a realizzarla? Intanto, nel nostro piccolo continuiamo a raccogliere e differenziare l’olio fritto, in attesa che prima o poi (ci auguriamo prima!) possa tornare a nuova vita.

Francesca Mancuso

Leggi come recuperare l’olio esausto per trasformarlo in energia

Leggi come smaltire e riciclare l’olio della frittura

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
ABenergie

Smart working: come scegliere il tuo gestore di energia ora che lavori da casa

ABenergie

Cosa fai dentro casa per risparmiare energia?

ABenergie

Gas Green: quando il tuo gas compensa la C02 piantando alberi in Italia e nel mondo

Tua fibra energia

Luce, gas e fibra tutto incluso e a prezzo fisso ogni mese, la nuova frontiera della bolletta unica

ABenergie

Quando la tua tariffa di luce e gas ti fa risparmiare e pianta gli alberi

Schär

Sei celiaco? Da Schär un test di prima autovalutazione dei sintomi da fare in pochi click

Cristalfarma
NaturaleBio
Seguici su Instagram
seguici su Facebook