Imballaggi in plastica addio? Ecco Nuatan, la bioplastica resistente da usare anche con le stampanti 3d

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Amido di mais, zucchero e olio da cucina. Non vi stiamo suggerendo una nuova ricetta ma questi sono gli ingredienti della nuova bioplastica, chiamata Nuatan, presentata nei giorni scorsi al London Design Festival.

Ideata dal Crafting Plastics Studio dai due design Vlasta Kubušová e Miroslav Král, quest’alternativa naturale alla più inquinante plastica promette di rivoluzionare il settore, sostituendosi al packaging oggi utilizzato e dannoso per l’ambiente e i suoi abitanti.

Più resistente delle precedenti bioplastiche, essa si degrada in modo innocuo quando è compostata o ingerita. Secondo Kubušová, una volta ottenuto il certificato di sicurezza alimentare, il materiale potrà essere utilizzato per il confezionamento di alimenti e bevande, il che significa che i suoi usi potrebbero essere quasi illimitati.

Anche se a prima vista sembra semplice e colorata, Nuatan è il risultato di 6 anni di ricerca condotta con scienziati dei materiali presso l’Università tecnologica slovacca. Si tratta infatti di una miscela di due diversi biopolimeri, l’acido poliacidico (PLA) una plastica naturale derivata dall’amido di mais e il poliidrossibutirrato (PHB), ottenuto anch’esso dall’amido di mais metabolizzato dai microrganismi.

bioplastic nuatan

I due ingredienti vengono miscelati secondo una ricetta brevettata per creare il nuovo materiale, che può essere stampato a iniezione, in 3D con una notevole ottimizzazione delle risorse o soffiato come le plastiche tradizionali.

bioplastica nuatan2

Secondo i progettisti, può resistere a temperature di oltre 100 gradi senza perdere l’integrità e ha una durata di vita di 15 anni.

“Per la prima volta, un materiale biodegradabile completamente bio-based può essere considerato come un concorrente in termini di proprietà e processabilità”, affermano.

bioplastica nuatan cover

Potrebbe essere usato per sostituire i prodotti in plastica monouso come bottiglie d’acqua, sacchetti, cannucce, tutti elementi nocivi per l’ambiente e purtroppo ancora molto utilizzati.

Anche i pesci possono mangiarlo, a differenza della plastica prodotta da materie prime a base di petrolio. Nuatan infatti è biocompatibile, ciò significa che è innocua per le creature viventi.

“Il materiale del futuro deve essere funzionale, sostenibile, variabile sia nella produzione che nelle applicazioni, ma allo stesso tempo deve essere degradabile in sostanze innocue. La maggior parte delle bioplastiche prodotte oggi non sono compostabili a casa, o sono compostabili in compost industriale, o non sono affatto compostabili” spiegano gli ideatori.

Tuttavia, il costo di produzione del materiale deve scendere prima che Nuatan possa essere ampiamente utilizzata. I progettisti sono alla ricerca di partner per aiutare a sviluppare nuovi prodotti in modo da aumentare la domanda e ridurre il prezzo.

Nonostante i costi, va riconosciuto loro il merito di voler portare la bioplastica nella nostra vita quotidiana combinando scienza e design attraverso materie prime rinnovabili al 100%.

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Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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