Una raccolta differenziata per i mozziconi di sigarette

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    Un rifiuto dimenticato. Ne parlano in questi termini i ricercatori dell’Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, proponendo di smaltire i mozziconi di sigaretta separatamente, alla stregua dei rifiuti tossici.

Contenendo circa 4 mila sostenze nocive, una parte delle quali rimane nella cicca ormai spenta, la sigaretta è considerata molto inquinante. Per tale ragione, l’Enea ha avanzato la proposta di raccogliere questo tipo di rifiuto attraverso opportune modalità di smaltimento, un po’ come avviene per le pile scariche.

I ricercatori, durante la giornata di studio svoltasi il 21 gennaio scorso presso la sede Enea di Roma, hanno voluto fare il punto sulla situazione attuale e sulla pericolosità, spesso sottovalutata, della sigaretta vista come rifiuto: “L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato“. Questo il titolo del convegno, durante il quale sono stati illustrati alcuni dati sugli inquinanti che quotidianamente vengono dispersi nell’ambiente: si parla di 195 milioni di cicche di sigaretta gettati via in Italia.

Insieme a questi dati, l’Enea ha fornito anche altre stime dell”Agenzia per la protezione dell’ambiente della California, che ha classificato il fumo di tabacco come un inquinante tossico dell’aria. Ad esse, si aggiungono quelle deLl’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha definito il fumo come “la principale causa mondiale di malattia e di morte prevenibile“. 80 mila i morti all’anno in Italia, quasi, diremo, come le vittime del terribile terremoto di Haiti.

Carmine Ciro Lombardi, uno degli autori dello studio dell’Enea ha spiegato: “Le cicche di sigaretta contengono sostanze pericolose altamente inquinanti, alcune addirittura radioattive. I pericoli per l’ambiente e per la salute dell’uomo sono molti. Gli organi più a rischio sono naturalmente i polmoni, anche se le particelle particolarmente sottili rilasciate dai mozziconi di sigaretta riescono a penetrare attraverso i polmoni nel sangue, andando così a interferire con le funzioni cardiocircolatorie“. E aggiunge: “Bisognerebbe trattare in maniera specifica questi rifiuti, e un’idea potrebbe essere quella di far pagare un po’ di più i pacchetti di sigarette per permettere ai Comuni di acquistare dei piccoli cassonetti ad hoc da mettere in ogni angolo delle città“.

Francesca Mancuso

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Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
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