Presto ci saranno più mascherine nel mare che sul nostro viso: la nuova imminente pandemia

Le maschere monouso rappresentano un nuovo problema per il Pianeta. Ma le persone che le lanciano a terra sono le stesse persone che erano solite buttare la salviette nel water prima della pandemia.

È solo un mozzicone di sigaretta nella fogna, la salvietta del bambino nel gabinetto, un sacchetto di plastica lasciato in riva al mare, un preservativo usato in fretta e lanciato dietro i cespugli. E, ora più che mai, una mascherina nel mezzo di una strada.

Sono comportamenti ben noti, che hanno un comune denominatore: il sentimento di impunità dell’azione incívile, come se del pianeta non importasse a nessuno. Qualcosa che cresce esponenzialmente nel preciso momento in cui la consapevolezza per la cura dell’ambiente non è più un argomento di conversazione.

Per farci un’idea, solo l’Italia stima che occorreranno 90 milioni di maschere in un mese, e questo è solo l’inizio. Prima o poi, una quantità così enorme di mascherine usa e getta apparirà da qualche parte. Questo è ciò che ha già testimoniato Oceans Asia, quando ha documentato alle Isole Soko, vicino a Hong Kong, la terribile quantità di mascherine trasportate dalle maree e dalle correnti oceaniche.

Si prospetta un quadro desolante.

Le mascherine, anche se non sono in plastica al 100% , hanno plastica tra i loro componenti. E, in aggiunta, ora anche i guanti stanno invadendo le strade. L’uso massiccio in tutto il mondo di questi prodotti monouso è qualcosa di nuovo e nessuno ancora sa bene quali saranno le conseguenze. Ma possiamo immaginarle. Dobbiamo trovare soluzioni rapidamente. Si potrebbe per esempio aggiungere una nuova etichettatura, che possa consigliare, tra l’altro, anche  come smaltirli correttamente (ricordiamo che mascherine e guanti usati devono essere collocati nel contenitore dei rifiuti generici).

Sicuramente l’emergenza sanitaria ci ha fatto dimenticare la sostenibilità, D’altronde, l’educazione ecologica ha sempre latitato in questa società. Mentre prospera l’inciviltà.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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