Mascherine, guanti e salviette abbandonati ovunque, i nuovi rifiuti e l’inciviltà ai tempi del coronavirus

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È un fenomeno che sta crescendo sempre di più. Guanti, maschere, salviette, fazzoletti di carta e bottiglie di disinfettante vengono gettati sui marciapiedi, sul bordo delle strade e anche nei corsi d’acqua. Sempre più comuni e cittadini stanno denunciando depositi clandestini di prodotti “da coronavirus”. Poco importa che questi rifiuti siano dannosi per il Pianeta e pericolosi per la salute.

Questi “nuovi rifiuti” che, ricordiamo andrebbero chiusi in un sacchetto e gettati nell’indifferenziata, sono sotto gli occhi di tutti e stanno diventando un problema a livello globale. Già all’inizio dell’epidemia in Europa, arrivavano immagini sconfortanti e scioccanti dalle coste asiatiche vicino Hong Kong dove diverse associazioni avevano rinvenuto centinaia di mascherine e guanti sulle spiagge, lanciano un monito e un allarme generale sull’inquinamento dovuto alla pandemia.

Ora il fenomeno si sta estendendo in tutti i Paesi coinvolti dalle restrizioni, nessuno escluso, con istituzioni e associazioni che tentano di sensibilizzare e denunciare tali comportamenti.

«Ci arrivano le prime segnalazioni di abbandoni per strada e nelle vicinanze di alcuni supermercati di guanti e di mascherine chirurgiche monouso. In previsione di una fase 2 con la riapertura di piccole e medie aziende, di alcuni uffici facciamo appello al senso civico e alla responsabilità dei cittadini ma soprattutto è importante far partire una campagna di informazione e sensibilizzazione seguendo le indicazione dell’ Istituto Superiore di Sanità (Iss) dove viene specificato come smaltire i presidi anti infezione quali mascherine e guanti. Questi articoli sono tutti da conferire nella raccolta indifferenziata. È bene avvolgere questi rifiuti in due o tre sacchetti, per essere sicuri che niente fuoriesca, e chiuderli bene. Per chiudere il sacchetto è bene usare dei guanti monouso, che poi andranno in un altro sacchetto che andrà sempre nella raccolta indifferenziata». Dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania «Ricordiamo – conclude – che i dispositivi sanitari sono molto resistenti e potrebbero durare nell’ambiente decine di anni come accade per le buste di plastica più spesse o i flaconi di liquidi più resistenti. Responsabilizzare e informare i cittadini per combattere maleducazione e inciviltà è fondamentale soprattutto per evitare di ritrovarci in autunno, quando riprenderemo le nostre campagne ambientali, a dover liberare piazze strade e giardini da tanti guanti e mascherine oltre ai soliti rifiuti in plastica».

Sin dal confinamento, le persone si sono protette da sole. Ma non sono consapevoli del danno che stanno facendo all’ambiente lanciando guanti, maschere, salviette o fazzoletti ovunque. È davvero scioccante. Ed è anche un rischio di contaminazione. Troviamo molti di questi rifiuti in superficie. Ma anche nei fiumi. Inquinanti nocivi, specialmente in questo periodo in cui il livello dell’acqua è basso e dove è probabile che aumenti la concentrazione di sostanze pericolose. Soprattutto dal momento che alcuni prodotti, come i disinfettanti, vengono anche riversati nei lavandini e nei servizi igienici delle persone per finire nell’ambiente ” ha dichiarato Ann-Laure Furnella dell’associazione belga Aer Aqua Terra.

Anche perché in questo periodo le persone stanno disinfettando maniacalmente tutto, dalle mani alla spesa, dal bucato alla casa e per forza di cose queste sostanze raggiungono i corsi d’acqua, che poi arrivano fino al mare.

Prima che la pandemia scoppiasse e mettesse il mondo in stand-by, l’inquinamento da plastica e l’usa e getta erano diventati temi molto caldi che iniziavano a fare breccia nella sensibilità dei cittadini tanto da indurre la UE a mettere al bando le stoviglie . Ora, a nemmeno due mesi di distanza, il problema del marine litter, dei rifiuti e degli animali sterminati dalla nostra incuria sembra un lontano ricordo.

Ora è l’uomo l’animale minacciato, la minaccia è imminente e sotto gli occhi di tutti. Mascherine, guanti, flaconi di disinfettante diventano le uniche nostre protezioni contro il nemico invisibile. E una volta che hanno fatto il loro dovere, proteggerci, nella smania di allontanare il potenziale virus con cui potremmo essere venuti a contatto, non importa più abbandonarle dove capita. Non importa più fare attenzione a dove vengono smaltiti. L’importante è sbarazzarcene subito, in fretta. Anche per strada. Anche se di plastica. Anche se potenzialmente infetti.

Cambiano le priorità, i punti di vista, ma forse no. Il vero problema è sempre lo stesso, il vero virus siamo noi, la nostra inciviltà, il nostro egoismo e la nostra mancanza di rispetto nei confronti degli altri e di ciò che ci circonda.

Ma chi li getta in terra non è consapevole del danno che fa all’ambiente, ma soprattutto anche alla salute: tutto questo, infatti, aumenta il rischio di contaminazione. Proteggerci in questo modo è controproducente e del tutto inutile, se poi non smaltiamo correttamente i dispositivi che ci aiutano a diminuire il contagio.

Se non volete pensare all’ambiente, state attenti almeno a non spargere il virus. Soprattutto quello dell’inciviltà…

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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