Emergenza mascherine e guanti gettati per terra: servono subito raccoglitori in porti, parchi, ville e supermercati!

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Se solo l’1% delle mascherine che stiamo usando finisse in natura, ogni mese avremmo 10 milioni di mascherine (40mila chilogrammi di plastica) nell’ambiente. Avevamo già lanciato il nostro monito sui troppi casi di inciviltà, con mascherine e guanti gettati per terra, e ora il WWF lancia l’appello per predisporre opportuni raccoglitori in luoghi particolarmente critici, come porti, parchi, ville e supermercati.

L’installazione di raccoglitori consentirebbe di arginare questa nuova minaccia per ambiente e animali, evitando che invadano strade, marciapiedi, parchi e mari. Purtroppo, infatti, quantitativi crescenti di mascherine e di guanti sono già stati avvistatati in mare, dove rischiano di diventare letali per tartarughe e pesci che li scambiano per prede di cui nutrirsi.

Una stima del Politecnico di Torino dice che per la Fase 2, in cui verranno progressivamente riavviate attività produttive e sociali, serviranno 1 miliardo di mascherine e mezzo miliardo di guanti al mese. Si tratta di quantitativi molto elevati che impongono un’assunzione di responsabilità da parte di chi utilizzerà questi dispositivi di protezione: bisogna che ognuno di noi faccia uno sforzo per far sì che si proceda con uno smaltimento corretto e con il minor impatto possibile sulla natura.

Guanti strada coronavirus

Roshanaei/Shutterstock

Se anche solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente e magari disperso in natura questo si tradurrebbe in ben 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. Considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40mila chilogrammi di plastica in natura: uno scenario pericoloso che va disinnescato.

“Così come i cittadini si sono dimostrati responsabili nel seguire le indicazioni del governo per contenere il contagio restando a casa, ora è necessario che si dimostrino altrettanto responsabili nella gestione dei dispositivi di protezione individuale che vanno smaltiti correttamente e non dispersi in natura”, spiega la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi.

Da qui l’appello alle istituzioni per predisporre opportuni raccoglitori per mascherine e guanti nei pressi dei porti dove i lavoratori saranno costretti ad usare queste protezioni per operare in sicurezza. Ma sarebbe opportuno che raccoglitori dedicati ai dispositivi di protezione fossero istallati anche anche nei parchi, nelle ville e nei pressi dei supermercati: si tratterebbe di un vantaggio per la nostra salute e per quella dell’ambiente.

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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