Discarica Malagrotta: sotto inchiesta anche l’Ama per gli omicidi causati dall’inquinamento

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Malagrotta: anche l’Ama, l’azienda municipalizzata dei rifiuti di Roma, e la Raffineria Roma Spa, azienda controllata da Total Erg, compaiono nel fascicolo di inchiesta sui 4 omicidi colposi causatii dall’inquinamento della falda acquifera sottostante la discarica (finalmente chiusa).

In questo modo, la procura di Roma riunisce in un solo fascicolo le contestazioni mosse a Francesco Rando, amministratore delegato della società Giovi che gestisce la discarica. I reati ipotizzati sono l’avvelenamento delle falde e la contaminazione dei suoli e l’ipotesi preliminare del sostituto procuratore Alberto Galanti è che l’inquinamento della falda acquifera possa aver influenzato lo stato di salute di quattro persone nella zona della Valle Galeria e che poi si sarebbero ammalate di tumore.

La recente perizia del Politecnico di Torino su incarico del Consiglio di Stato ha accertato che la falda sotto l’area della discarica è sì inquinata, ma ora la Procura vuole chiarire se la responsabilità sia riconducibile soltanto al percolato proveniente dai rifiuti o anche all’incenerimento dei scarti ospedalieri e farmaci scaduti effettuato dall’impianto Ama e alle emissioni inquinanti della raffineria limitrofa. Non si parlerebbe infatti solo di tumori: una relazione epidemiologica dell’Asl di Roma ha evidenziato un aumento delle malattie cardiovascolari nelle donne e dell’apparato respiratorio negli uomini.

D’altronde, già nel 2011 l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) aveva rilevato che “l’area di Malagrotta è sede di molteplici attività antropiche” e che “diversi sono i principali inquinanti e le fonti di origine”.

In pratica, la colpa delle patologie e delle morti non sarebbe solo del percolato ma anche di una eventuale corresponsabilità di altri fonti di inquinamento derivanti dagli impianti Ama e Raffineria. Ora speriamo solo in tempi di inchiesta ragionevoli.

Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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