Emergenza rifiuti a Napoli: no alla caccia al capro espiatorio, urgono impianti di compostaggio e raccolta differenziata

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Cittadini infuriati, scontri, rifiuti dati alle fiamme e strade bloccate. Triste replica di una scena già vista. La situazione dei rifiuti a Napoli sembra essere lontana da una immediata soluzione e le promesse (fino ad ora disattese) del neo-sindaco De Magistris non placano, anzi fomentano, l’ira degli abitanti partenopei.

Ieri, infatti, esausti fino all’inverosimile, i napoletani hanno reagito ancora una volta con il pugno duro per rivendicare i loro diritti, spargendo e incendiando la “munnezza” che giaceva da giorni nelle strade.

Nel frattempo continua il ping pong politico sulle responsabilità. “Il Governo si è girato dall’altra parte a causa dei veti della Lega, non varando il decreto che sarebbe suo dovere varare” si giustifica il sindaco neofita; “ancora una volta toccherà a me intervenire per ripulire le strade di Napoli dai rifiuti. De Magistris non ne è capace, non ha ancora ottenuto alcun risultato concreto” controbatte Berlusconi con il suo classico stile roboante.

Che sia colpa del sindaco, del governo, della camorra, della Lega o di tutto il Nord Italia, a rimetterci sono migliaia e migliaia di comuni cittadini costretti a camminare, vivere, respirare in mezzo ai cumuli di immondizia. Eppure è toccato anche a loro partecipare al teatrino della caccia al colpevole e troppo spesso si sono ritrovati a salire sul banco degli imputati con l’accusa infamante della mancanza di senso civico. Dopo il danno anche la beffa, o meglio “cornuti e mazziati”.

Ma il WWF non ci sta e contrasta con i dati l’ondata di pregiudizi anti-napoletani dimostrando il virtuosismo partenopeo in materia di differenziata, che in alcuni quartieri ha raggiunto addirittura punte del 90%. Che i napoletani possano essere virtuosi, infatti, emerge con chiarezza dalle rilevazioni sul campo dello scorso dicembre realizzate dal WWF nei quartieri di Napoli coinvolti in un progetto pilota sulla differenziata.

A partecipare oltre 130.000 abitanti, pari al 13% della popolazione partenopea, che hanno ‘risparmiato’ alla discarica ben il 66,09% dei rifiuti prodotti , consentendo di recuperare la materia e riducendo il fabbisogno di discariche. Il quartiere di Bagnoli il più virtuoso della città, con il 91,11% di raccolta differenziata. A seguire Seguono il Centro direzionale (84,25%),Chiaiano (72,63%) , i Colli Aminei (68,43%), Ponticelli (65,43%). Fanalino di coda Rione Alto e San Giovanni a Teduccio, con poco più del 50%.

Ma con l’attivazione della raccolta porta a porta per tutti i napoletani e la realizzazione di impianti di compostaggio al posto degli indesiderati inceneritori i risultati potrebbero essere ancor più sorprendenti:

La risoluzione del problema rifiuti in Campania e a Napoli richiede soluzioni veloci e in armonia con gli obiettivi posti dalla UE. Una pianificazione come quella attuale basata su impianti complessi e costosi come gli inceneritori non risponde a nessuno dei due requisiti” ha affermato Stefano Leoni, Presidente WWF Italia. “In Campania mancano impianti per il trattamento dell’umido, –continua Leoni- occorre colmare velocemente questo vuoto e si può fare. Per stimolare la raccolta differenziata in Campania è urgente attivare rapidamente gli impianti di compostaggio pronti e realizzarne altri in tempi brevi, parliamo di giorni e mesi invece degli anni necessari a realizzare un inceneritore”.

I cittadini napoletani, come emerge dai dati del WWF e dalle manifestazioni di questi giorni, chiedono con forza un cambiamento radicale rispetto a scelte delle quali hanno subìto le conseguenze negative per anni. Chiedono di avere accesso al servizio di raccolta differenziata Porta a Porta, come dimostrato dai 130.000 napoletani che fanno la differenziata porta a porta con risultati nordeuropei, che può consentire in tempi rapidi la soluzione dell’emergenza. Chiedono di potersi riscattare da un’immagine negativa a livello mondiale, da un’emergenza fatta di rabbia e disperazione che ha sepolto sotto un ignobile cumulo maleodorante una delle città più belle del mondo. Chiedono forse troppo?

Un cambiamento che il neo sindaco De Magistris si è impegnato a garantire. Ecco il video delle dichiarazioni di oggi che si può riassumere con un “nonostante Berlusconi lavoriamo per liberare Napoli”

Roberta Ragni

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