Basta applicatori in plastica nei tamponi! Attivista crea gigantesco “tampax” con quelli abbandonati sulle spiagge

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Un gigantesco applicatore per assorbenti interni per dire stop alla plastica monouso. È l’ultima provocazione di Ella Daish, attivista ambientale britannica da anni porta avanti campagne per convincere aziende e  governi a rimuovere la plastica dai prodotti per l’igiene mestruale delle donne.

E questa volta lo fa creando un enorme applicatore per tamponi di quasi 2 metri con rifiuti di plastica trovati su spiagge e corsi d’acqua nel Regno Unito. Ma non era plastica qualunque: erano ben 1.200 applicatori dei tamponi intimi provenienti da 15 diverse località in tutto il paese.

E degli applicatori di plastica raccolti dalla Daish, l’87,5% proveniva da un solo marchio, Tampax. E così quel gigantesco applicatore di 1,8 metri è realizzato unicamente per creare qualcosa che l’azienda “non poteva ignorare”.

Oltre a questo imperdibile “pezzo d’arte” di protesta, la Daish ha anche scritto una lettera aperta a Tampax chiedendo loro di eliminare completamente gli applicatori di plastica dai loro prodotti.

La lettera è stata sostenuta e firmata da oltre 40 gruppi, politici e attivisti, inclusi i membri del Partito dei Verdi, Surfers Against Sewage e Marine Conservation Society. Insieme a una petizione firmata da oltre 230mila persone e dal gigantesco applicatore, la lettera è stata inviata alla sede di Tampax.

La campagna di Daish, #EndPeriodPlastic, ha già precedentemente incoraggiato con successo tre rivenditori britannici a rinunciare agli applicatori di plastica: Aldi, Sainsbury’s e Superdrug hanno di fatto risposto al movimento rimuovendo la plastica monouso dai loro tamponi di marca.

Quanto alla Tampax, finora dall’azienda hanno risposto alle richieste dei clienti tramite una serie di tweett. Attualmente, il marchio afferma che uno dei suoi “obiettivi principali” sarebbe ridurre il suo impatto sul pianeta e che tutti i prodotti sono realizzati in un impianto a rifiuti zero, utilizzando energia eolica sostenibile. Ma la stessa azienda riconosce che “c’è ancora molto da fare”.

Ho incontrato Tampax a maggio 2019 e nonostante sia il gigante dell’industria del ciclo del Regno Unito, non hanno apportato alcun cambiamento. Questo non è abbastanza – dice l’ambientalista. Solo perché usano l’energia eolica per creare milioni di applicatori di plastica monouso senza considerare gli impatti ambientali negativi, non li rende sostenibili”.

Questi applicatori non sono altro che pezzi di plastica che vengono spesso utilizzati solo per un paio di secondi prima di essere gettati via. In più, la maggior parte degli applicatori in plastica non può essere riciclata.

L’Institution of Environmental Science stima che circa 2,5 milioni di tamponi vengano smaltiti ogni giorno nel bagno nel Regno Unito. Se le acque reflue vengono rilasciate nell’ambiente, ciò significa che gli applicatori di plastica possono trovare la loro strada negli ecosistemi acquatici.

“Ho perso il conto delle immagini che le persone mi hanno inviato di applicatori che inquinano la loro area locale, dalle isole della Scozia alle coste della Cornovaglia e ai corsi d’acqua in città come Londra e Southampton”, conclude Ella Daish.

Allora è vero, c’è ancora tantissimo da fare. Forza Ella, intanto alternative ecologiche ce ne sono eccome:

Fonte:

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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