Migliaia di elastici trovati disseminati su una remota isola disabitata della Cornovaglia

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Nessun verme o vermiciattolo, ma solo elastici e tanti rifiuti per gli uccelli marini della Cornovaglia: qui, in quello che dovrebbe essere un angolo di paradiso, l’isola remota e disabitata di Mullion al largo della penisola di Lizard, i ranger della National Trust hanno scoperto migliaia di piccole bande elastiche e altri tipi di avanzi. Chi ce li ha portati?

Dopo un primo momento di mistero, si è scoperto che sono stati loro, gli uccelli marini, ad averli scambiati per vermi e altre prede. Effettivamente, non c’è molto sull’isola di Mullion, che altro non è che un affioramento frastagliato che sorge da un mare cristallino appena al largo della costa della Cornovaglia. Un bellissimo avamposto di due ettari costituito da lava vulcanica che ospita una delle più grandi colonie di grandi gabbiani col dorso nero della Cornovaglia, con un massimo di 70 nidi ogni estate, oltre a 50 nidi di cormorani.

Nessuno vive da queste parti e i visitatori hanno bisogno addirittura di un permesso per sbarcare, dunque tutta questa immondizia chi avrebbe mai potuto portarla?

Ebbene, il mistero dell’isola di Mullion si è rivelato poco romantico e a tratti sconvolgente. Gli ornitologi del West Cornwall Ringing Group e del National Trust hanno rivelato che gli elastici siano stati portati sull’isola da uccelli marini che li scambiano per vermi durante la ricerca di cibo sulla terraferma.

Il pensiero è che grandi gabbiani col dorso nero e aringhe si siano imbattuti nelle fasce nei campi di fiori, li abbiano divorati e siano tornati sull’isola. Le bande erano state quindi rigurgitate dagli uccelli.

È un po’ deprimente, un segno dei tempiha dichiarato Mark Grantham, West Cornwall Ringing Group. È un posto bellissimo e le persone raramente ci vanno, ma mostra come gli esseri umani abbiano un impatto ovunque”.

I ranger hanno dovuto aspettare l’autunno per intervenire, per non disturbare gli uccelli durante il periodo della nidificazione e della stagione riproduttiva.

elastici cornovaglia

Eravamo perplessi sul perché ce ne fossero così tanti e su come ci fossero arrivati – ha raccontato Grantham. Per evitare di disturbare gli uccelli nidificanti, abbiamo fatto un viaggio speciale per eliminare i rifiuti. In un’ora abbiamo raccolto migliaia di bande e manciate di rifiuti di pesca”.

Oltre agli elastici, infatti, anche piccoli fasci di rete da pesca e spaghi sono stati scoperti tra il cibo non digerito, probabilmente scambiati dai gabbiani per gustosi bocconcini che galleggiano sulla superficie del mare. Hanno anche trovato un gabbiano morto con un amo da pesca nell’esofago.

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La plastica e la gomma ingerite sono un altro fattore in una lunga lista di sfide che i nostri gabbiani e altri uccelli marini devono affrontare solo per sopravvivere – dice Rachel Holder, ranger dell’area del National Trust. Nonostante siano rumorosi, chiassosi e apparentemente comuni, i gabbiani sono in declino. Stanno già lottando con cambiamenti nelle popolazioni ittiche e disturbi nei siti di nidificazione – e mangiare fasce elastiche e rifiuti di pesca non fa nulla per alleviare la loro situazione”.

Insomma, nemmeno un luogo così remoto ha una protezione dall’invasione dell’immondizia umana.

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Germana Carillo
Foto: National Trust/Seth Jackson/PA

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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