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Bonus antiplastica: 5 mila euro per prodotti sfusi e alla spina. Chi può ottenerlo e come funziona

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Arrivano dal governo fonti per favorire una riduzione nell’uso della plastica monouso da parte degli esercizi commerciali

Il packaging in plastica rappresenta una fetta importante dell’inquinamento in tutto il mondo, ed è necessario lo sforzo di tutti per limitare la produzione ed il consumo di imballaggi, bottiglie e contenitori usa e getta per alimenti e prodotti per l’igiene. Il nostro governo è intervenuto a tal proposito con lo stanziamento iniziale di 40 milioni di euro (non si esclude un aumento della copertura in caso di adesione di massa, come già avvenuto per il bonus in favore dell’acquisto dell’auto elettrica) per la creazione di un bonus anti-plastica destinato ai negozi di alimentari e di detergenti.

Si tratta di un contributo fino a 5.000 euro per gli esercenti che sceglieranno di vendere i loro prodotti sfusi, riducendo così la messa in circolo di bottiglie e contenitori e contenendo le emissioni di diossido di carbonio. Il bonus anti-plastica era stato già previsto nel Decreto Clima del 2019, ma vede la sua applicazione effettiva solo adesso.

Via libera quindi a detersivi, bevande, caramelle, frutta secca e biscotti venduti senza confezione. Per acquistarli sarà quindi necessario portarsi da casa un proprio recipiente o anche un sacchetto in tessuto; in alternativa, gli esercenti potranno vendere, oltre al prodotto, anche un contenitore o una bottiglia non monouso.

A chi è rivolto il bonus

Il bonus anti-plastica è destinato alle seguenti categorie:

  • Esercizi di vicinato (negozi presenti nei piccoli centri urbani, con una superficie di vendita non superiore ai 150 metri quadrati);
  • Medie strutture di vendita (con una superficie compresa fra i 150 ed i 1.500 metri quadrati, situati in comuni con più di 100.000 abitanti).

I commercianti che richiedono il bonus sono tenuti a rispettare le condizioni di vendita previste per un periodo minimo di tre anni dall’ottenimento del finanziamento: durante questo periodo, non potranno vendere i propri prodotti in contenitori in plastica, ma potranno applicare il meccanismo del ‘vuoto a rendere’.

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Fonte: Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana

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Sono laureata in Lingue e Culture Straniere. Da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile, tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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