A Roma predisposti centri di raccolta per il riciclo degli alberi di Natale

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L’“Epifania ogni festa porta via”. e con essa arriva anche il momento di difare l’albero di Natale. E ora? Avevamo passato in rassegna qualche giorno fa le diverse iniziative e i vari modi per riciclare gli abeti scelti come simbolo del nostro Natale, sia essi veri che in plastica. Per i romani però c’è un’opportunità in più perché, come accade ormai da sei anni, l’Ama ha predisposto la raccolta degli alberi di Natale reduci dalle performance delle feste.

Così, se non avete seguito il nostro consiglio di approfittare del giorno della Befana per organizzare una gita fuori porta con l’intenzione di piantare da voi il vostro abete e se abitate nei dintorni di Roma, potete approfittare delle 10 aree (5 isole ecologiche e 5 Centri di Raccolta) messe a disposizione dell’azienda municipalizzata per dare nuova vita agli alberi che hanno allietato il vostro Natale.

Qui il Corpo Forestale dello Stato, insieme agli operatori AMA, provvederà a selezionare quelli che potranno essere ripiantati nonché alla loro relativa piantumazione. Tutti gli altri abeti che risultano nelle condizioni di non sopravvivere, verranno invece portati nell’impianto di compostaggio AMA di Maccarese e trasformati in fertilizzante naturale di qualità.

Lo stesso che l’AMA consegnerà, insieme al materiale informativo per la raccolta differenziata, ai cittadini che parteciperanno all’iniziativa e decideranno così di portare il proprio albero nei centri adibiti alla raccolta. Per sapere quali sono, basta collegarsi al sito www.amaroma.it o contattare il numero verde Ama, 800867035, attivo i giorni feriali dal lunedì al giovedì’ dalle 08:00 alle 17:00 e il venerdì dalle ore 08:00 alle 14:00.

Una bella iniziativa, organizzata in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, il TGR Lazio e l’Assessorato alle Politiche Ambientali del Comune di Roma, che assumerebbe ancora più valore se nella capitale, si desse finalmente il via alla raccolta dell’umido e dei rifiuti organici. Allora sì che il compost ricavato acquisterebbe ancora più qualità, ma soprattutto la coerenza e il senso che merita.

Simona Falasca

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Direttore responsabile ed editoriale di greenMe. Ha una laurea in Scienze della comunicazione e un'esperienza pluriennale negli uffici stampa. In greenMe ha trovato il modo di dare sfogo alla sua "natura" più vera.
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