sistri rifiuti ottobre

Sistri, si ricomincia. Dal 1° ottobre 2013 il sistema di tracciabilità dei rifiuti sarà riattivato. Non per tutti, ma solo per i produttori di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi. Per tutti gli altri rifiuti speciali invece l'avvio del Sistri è previsto nel 2014.

Un nuovo decreto del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha stabilito che a singhiozzo il Sistri rivedrà la luce, ma in una versione snellita, da cui saranno eliminate, riportando le parole del Ministro, le "pesantezze burocratiche e amministrative". Si conclude così la sospensione disposta dal decreto sviluppo.

Come funzionerà? A partire dal 30 aprile e fino al 30 settembre saranno avviatele procedure di verifica per l’aggiornamento dei dati delle imprese per le quali il sistema partirà il 1° ottobre. Poi sarà la volta delle altre imprese, escluse da questa prima ornata. La verifica per queste ultime sarà effettuata dal 30 settembre 2013 al 28 febbraio 2014. In ogni caso, precisa il Ministero, le imprese che trattano rifiuti non pericolosi potranno comunque utilizzare il Sistri, su base volontaria, dal 1° ottobre prossimo. Ciò significa che l'obbligo di aderire al sistema telematico di tracciabilità scatterà prima per i produttori di rifiuti pericolosi con più di 10 dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi, e solo in un secondo momento per gli altri rifiuti speciali.

Quando si pagherà? Il pagamento dei contributi di iscrizione al sistema resterà sospeso per tutto il 2013. A tal proposito, Clini ha aggiunto: "Vanno letti in quest’ottica anche i sei mesi che ci separano dall’avvio del sistema per i produttori di rifiuti pericolosi. Obiettivo di questa fase preparatoria è anche quello di consolidare la collaborazione con le imprese coinvolte e di eliminare le pesantezze burocratiche e amministrative che sono state avvertite come un limite del progetto".

Perché è così importante? Secondo il Mininstero, il Sistri rappresenta uno strumento forte per contrastare le ecomafie "che sul traffico dei rifiuti costruiscono affari causando enormi danni al territorio e all’ambiente". In questo modo sarebbero garantite "legalità e trasparenza per tutta la filiera dei rifiuti".

Augurandoci che questa sia la volta buona e che il sistema possa finalmente funzionare senza intoppi.

Francesca Mancuso

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