nave_affondataConferenza stampa oggi per il Presidente del WWF, Stefano Leoni, centrata sulla nave dei veleni scoperta sui fondali del Tirreno calabrese. La Cunsky, questo il nome della nave affondata e ritrovata in seguito alle dichiarazioni di un pentito di mafia, è stata oggetto dell'attenzione dei media per alcuni giorni circa un mese fa, ma è successivamente scomparsa dai temi, e dalle agende dell'informazione, anche ambientale (compresa la nostra).

Leoni ha ufficialmente richiesto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l'istituzione di un commissario per seguire la messa in sicurezza e la bonifica della Cunsky, oltre che per individuare anche gli altri relitti che si presume siano stati affondati deliberatamente per occultare rifiuti radioattivi.

Il caso è stato scoperto in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Fonti, il quale ha ammesso di aver partecipato all'affondamento in questione, come anche di altri due, tuttora da verificare. Insieme a questi tre episodi, Fonti afferma che gli affondamenti potrebbero essere stati circa una trentina.

Per l'assessore all'ambiente della Calabria, Silvio Greco, è "una questione nazionale, che non può essere lasciata alla sola magistratura o ad un Regione. Inoltre la competenza sull'ambiente marino è proprio nazionale."

Purtroppo, la questione non è solo calabrese o italiana, ma internazionale, dato il sospetto che affondamenti coatti siano avvenuti anche in diverse altre parti del mondo, in particolare presso coste africane o sudamericane. A questo proposito, oltre al nostro governo, dovrebbero essere interessati i governi di tutto il mondo, come avviene per il clima o per le questioni etico-finanziarie.

Mario Notaro

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