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Emergenza rifiuti nel Lazio. È entrato in vigore oggi 7 gennaio il nuovo decreto voluto dal Ministro dell'Ambiente Clini per scongiurare il disastro nella capitale, dove la chiusura definitiva della discarica di Malagrotta potrebbe generare disagi senza precedenti.

Il decreto è stato presentato oggi alle 15 alle amministrazioni competenti, tra cui il sindaco Alemanno, il Presidente della Regione Polverini, il presidente della Provinca di Frosinone e quello di Latina, e alle imprese interessate tra cui Ama e Acea. Il nuovo testo prevede la presenza di un supercommissario, il prefetto Goffredo Sottile, che dovrà farsi carico dell'impegno di scegliere quali impianti dovranno occuparsi dei rifiuti capitolini.

Entrando in vigore oggi, il nuovo decreto avrà 60 giorni di tempo per scongiurare le sanzioni già minacciare dall'Ue pari a 500mila euro al giorno. Questa volta non ci saranno sconti. Entro il 15 ossia entro 8 giorni a partire da oggi il supercommisario dovrà predisporre la piena operatività degli impianti. Avrà poi ulteriori 10 giorni, ossia fino al 25 gennaio per assicurarsi che quelli scelti possano lavorare a pieno regime e trattare adeguatamente i rifiuti della Capitale, della Città del Vaticano, di Fiumicino e Ciampino. Ma qui sta la vera novità introdotta dal decreto: il commissariamento per gli inadempienti deciso dallo stesso prefetto Sottile in qualità di supercommissario.

Infatti, qualora i gestori degli impianti non dovessero provvedere come d'accordo, Sottile potrà commissariare ossia intervenire in prima persona con poteri sostitutivi. Quanto tempo avranno le aziende per adattarsi alle nuove norme stabilite dal decreto? L'ultimo giorno utile sarà il 30 gennaio. Infine, dal 15 febbraio, gli impianti potranno già ottenere il via libera definitivo qualora fossero ritenuti conformi alle nuove regole.

Secondo le intenzioni di Clini, per contrastare l'emergenza sarà necessario utilizzare tutte le capacità di trattamento dei rifiuti in modo tale da ridurre quelli non trattati che ancora adesso finiscono a Malagrotta. Quest'ultima, secondo il Ministro, cesserà di esistere non appena Roma riuscirà ad allinerasi ai livelli di raccolta differenziata previsiti dalla legge.

"Il percorso e le misure individuate dal decreto consentono di allineare la gestione dei rifiuti di Roma e del Lazio – spiega il ministro Clini - alle direttive europee e alle leggi nazionali, utilizzando al meglio l'impiantistica esistente e programmata nella Regione. L'attuazione completa del decreto consentirà di riconsiderare la proroga di Malagrotta e la realizzazione di una discarica provvisoria a Monti dell'Ortaccio, perché gran parte delle ragioni che hanno portato a queste decisioni saranno superate dai risultati del decreto - conclude il ministro - e secondo il decreto solo in caso di necessità, e limitatamente alle quantità che risulteranno dopo il riciclo e la piena utilizzazione degli impianti, potrà essere considerata la possibilità di individuare aree idonee per discariche".

Intanto, lo scorso sabato si è svolta una manifestazione già annunciata contro l'ipotesi del Prefetto di aprire una discarica provvisoria a Monti dell'Ortaccio. Alla protesta hanno preso parte anche il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio, e il sindaco Alemanno.

Francesca Mancuso

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