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Le macchinette per la distribuzione automatica di alimenti si sono largamente diffuse nel corso degli ultimi anni in università, scuole, ospedali, centri commerciali e spazi pubblici di vario genere, portando purtroppo con sé un incremento dei rifiuti prodotti quotidianamente dagli utenti che si avvalgono dei loro servizi durante intervalli, pause lavorative o momenti di attesa di vario genere. Cosa succederebbe se esse fossero accompagnate da dispositivi in grado di raccogliere in maniera differenziata involucri ed incarti e di ricompensare in contanti chi vi ricorre?

In alcuni campus americani la loro presenza è già una realtà. Se proprio non è possibile rinunciare alle macchinette automatiche, che almeno vi sia modo di indirizzare correttamente allo smaltimento i rifiuti conseguenti al loro utilizzo. Cosa per nulla semplice, se si tiene conto di quanto raramente di fianco ad esse si trovino dei bidoni appositi per la raccolta differenziata di lattine, bottiglie di plastica, carta ed involucri plastificati.

I nuovi dispositivi ideati negli Stati Uniti da Greenbean Recycling, sono già stati posizionati nei campus del Massachusetts Institute of Technology (MIT) della Tufts University e della Brandeis University. Esse permettono agli studenti di verificare in tempo reale quanti kilowatt di energia sono stati risparmiati avviando i rifiuti alla raccolta differenziata e di ottenere una ricompensa cash od un trasferimento di denaro sul proprio conto PayPal come premio per la loro buona azione. Il denaro potrà essere trattenuto ed utilizzato a piacere, oppure donato in beneficenza ad associazioni che operano in difesa dell'ambiente, come Natural Conservancy.

Le macchinette per la raccolta dei rifiuti non accettano materiali esclusivi, bensì ogni tipo di bottiglia o lattina si abbia a disposizione e sia adatto ad essere differenziato. Le buone abitudini possono essere condivise con gli amici e diffuse tramite l'utilizzo dei Social Network. Greenbean Recycling ha in programma di diffondere la propria invenzione presso aeroporti, stadi ed altri luoghi in cui vi sia un elevato traffico di persone, con relativa generazione di rifiuti. In Italia simili dispositivi potrebbero costituire un buon impulso per l'effettuazione della raccolta differenziata nelle università, soprattutto in quegli atenei dove essa non avviene o non viene svolta correttamente, garantendo agli studenti dei piccoli guadagni, che in periodi come questo non fanno mai male.

Marta Albè

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