pannelli domestici

Come smaltire i nostri pannelli fotovoltaici domestici trascorsi i 20/25 anni dall'installazione dell'impianto? In arrivo il primo progetto sperimentale dedicato alla gestione dello smaltimento dei moduli presenti nelle nostre abitazioni. Si tratta della prima soluzione pensata proprio per i moduli domestici.

Fino a qualche tempo fa era il Consorzio PV Cycle ad occuparsi del riciclo dei pannelli fotovoltaici e del loro corretto smaltimento. Le aziende del fotovoltaico dovevano dunque aderire al consorzio per garantire ai clienti la gestione dei moduli, alla fine del loro utilizzo, dopo circa 20-25 anni di onorata ed ecologica attività, come previsto anche dal Quarto conto energia.

Lo scorso ottobre, però, attraverso un accordo di programma siglato da Cobat-Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo e dal Comitato IFI-Industrie Fotovoltaiche Italiane è stata istituita una filiera italiana di raccolta, riciclo e smaltimento dei pannelli. Il numero di pannelli in uso nel nostro paese è cresciuto in maniera esponenziale, per questo si è reso necessario un nuovo e più agevole sistema di smaltimento. Dopo la legge che ha equiparato i pannelli fotovoltaici ai rifiuti elettronici, anche Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE) era scesa in campo presentando il primo sistema integrato in Italia per la raccolta e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici giunti al termine del loro ciclo di vita.

Ma oggi c'è la vera novità, dedicata ai pannelli "domestici". Lo scorso 3 aprile è stato stipulato un nuovo Accordo di Programma tra Cobat, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, e Silea S.p.A., che sancisce la nascita del primo servizio italiano dedicato alle utenze domestiche per il riciclo dei moduli fotovoltaici, già sperimentato nella provincia di Lecco. In particolare, il progetto è pensato per i cittadini che decideranno di provvedere autonomamente alla disinstallazione dei pannelli ad uso domestico e di disfarsi dei moduli obsoleti.

Stando ai dati del Gestore dei Servizi Energetici, l'iniziativa dovrebbe coinvolgere circa 20.684 moduli fotovoltaici, considerando gli impianti fino a 10 kW e calcolando orientativamente 4 moduli per ogni kW di potenza installata.

Il servizio è gratuito. La raccolta dei moduli sarà operata da Silea mentre il Consorzio avrà il compito di avviarli al trattamento ed allo smaltimento in impianti autorizzati.

Si legge in una nota: "L'Accordo tra Cobat e Silea si propone di affrontare, quindi, una problematica ambientale prima dell'emanazione della nuova Direttiva del Parlamento Europeo, che includerà i moduli fotovoltaici giunti a fine vita nella categoria 4 dei RAEE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In seguito al recepimento dellaDirettiva da parte dell'Italia, l'Accordo sarà riformulato nel pieno rispetto delle normative".

A margine dell'incontro, svoltosi a Lecco lo scorso martedì, quersto è stato il commento di Carlo Signorelli, Assessore all'Ambiente della Provincia di Lecco: "Con l'incremento esponenziale del fotovoltaico anche nel Lecchese, lo smaltimento dei pannelli a fine ciclo rappresenterà nei prossimi anni un problema per le aziende e per i privati. Con lungimiranza questa iniziativapromossa da Provincia, Silea spa e Cobat affronta il problema offrendo una soluzione pratica e semplice".

Da adesso in poi, smaltire i nostri pannelli fotovoltaici non sarà più un problema.

Francesca Mancuso

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