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Emergenza rifiuti a Roma. Riano e Corcolle non ospiteranno una nuova discarica, alla chiusura definitiva di Malagrotta, il prossimo 30 giugno, più volte rinviata a causa della mancanza di un sito. Vittoria dunque per i comitati locali che a lungo avevano protestato contro la scelta fatta dal Commissario alle emergenze sulla base di un apposito documento fornito dalla Regione Lazio.

Anche noi di greenMe.it, riferendoci anche ad un servizio delle Iene e a quanto raccontato da Presa diretta, in un'altra occasione, vi avevamo riportato una notizia in molti casi passata in secondo piano: la discarica di Riano non sarebbe stata a norma visto che in primo luogo sarebbe sorta al posto di una cava di tufo in teoria dismessa, ma in realtà perfettamente funzionante. In secondo luogo, la discarica sarebbe sorta ad una distanza non idonea visto che stando a quanto riportato dall'ultimo piano di gestione dei rifiuti approvato dalla Regione Lazio, la distanza minime da considerare per la localizzazione della discarica sarebbe stata di 1500 metri dai centri abitati e a 700 dalle case sparse. E Monteporcino è ben più vicino.

Intanto, il Ministero dell'Ambiente ha convocato ieri una riunione tecnica sulla gestione dell'emergenza rifiuti a Roma cui ha preso parte la task force che dovrà occuparsene: il presidente della Regione, Renata Polverini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti e il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, le cui proposte finora sono state bocciate. Si attende adesso un nuovo esame dei 7 siti individuati dalla Regione per il dopo Malagrotta, tra cui spicca anche quello a Corcolle, a due passi dalla storica Villa Adriana.

"Abbiamo pochi mesi di fronte per trovare una soluzione transitoria che sia coerente con le normative nazionali ed europee" - ha dichiarato Clini a margine dell'incontro – "Le soluzioni transitorie, già individuate dal prefetto, saranno oggetto di ulteriori valutazioni insieme con le altre opzioni che erano già state individuate dalla Regione. A questo scopo abbiamo istituito una struttura tecnica di supporto, coordinata dal segratario generale del ministero Antonio Agostini, al quale partecipano il Comune di Roma, la Provincia di Roma, la Regione e la struttura commissariale".

Il tempo stringe. Per questo, il prossimo 22 marzo ci sarà una nuova riunione al ministero per "fare il punto in merito alla valutazione tecnica di questo gruppo di lavoro e per procedere in modo tale che la soluzione transitoria possa essere di garanzia per tutti, efficiente ed effettivamente transitoria".

Va ricordato, come ha evidenziato il FAI, che la discarica di Malagrotta oggi opera in violazione delle disposizioni previste dalle direttive europee 1999/31/CE e 2008/98/CE perché riceve ancora un certo quantitativo di rifiuti urbani non sottoposti a trattamento preventivo.

Questo il commento del senatore del Pd Francesco Ferrante, secondo cui "aumentano i costi di conferimento nella discarica di Malagrotta e l'ipotesi Corcolle - Riano si avvia al suo inevitabile fallimento". Una sorta di effetto domino delle responsbilità, secondo Ferrante che ha accusato le parti coinvolte, da Alemanno alla Polverini fino al prefetti Pecoraro di "avere fatto tutto il possibile affinché la gestione dell'emergenza rifiuti nel Lazio si rivelasse un clamoroso disastro cui dovrà rimediare il Governo".

"Che la gestione dei rifiuti, e non solo dell'emergenza, sia fallimentare a Roma lo dimostra l'aumento dei costi di conferimento nella discarica di Malagrotta, perché sebbene ci sia stato un calo dei consumi derivante dalla crisi economica l'impegno economico è aumentato, con costi che ricadranno sui cittadini romani. La situazione è evidentemente emergenziale, perché incombe la procedura d'infrazione della Ue e perché occorre trovare rapidamente un sito alternativo a Riano e Corcolle, ma avviando un confronto preventivo con i cittadini del territorio" conclude.

La task force messa in campo da Clini dovrà indivuare dunque una soluzione immediata, prima della chiusura definitiva della discarica di Malagrotta, onde evitare che anche a Roma possa accedere quanto è successo a Napoli in questi anni.

Francesca Mancuso

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