RAEEComplessivamente nel 2008 in Italia sono stati raccolti 65.713.414 kg di apparecchi elettronici con un servizio che ha coinvolto il 75,8% della popolazione e permesso un risparmio energetico di circa 28.500 Tep (Tonnellate equivalenti di petrolio), nonché una riduzione di 540.000 tonnellate di CO2. Questi i dati complessivi che si ricavano dal ''Rapporto Annuale 2008 sul sistema di ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiatuire elettriche ed elettroniche in Italia'' presentato ieri a Roma dal Centro di Coordinamento RAEE.

Il 2008 sul fronte dei rifiuti elettronici è stato un anno di grandi transizioni. Prima di tutto perché gli oneri del ritiro e del trattamento non ricadono più sugli Enti Locali, ma, come previsto dalla normativa italiana ed europea,  vengono ripartiti tra i produttori di Apparecchiature Elettriche che, attraverso i Sistemi Collettivi, si fanno carico del corretto smaltimento. Inoltre, grazie all'Accordo di Programma sottoscritto con ANCI, il nuovo sistema RAEE si è definitivamente consolidato passando da un modello "puntiforme" ad una forma organica con un assetto multi-consortile caratterizzato dalla coesistenza di diversi soggetti all'interno di uno stesso quadro di regole condiviso. Una concorrenza che dovrebbe tradursi in un continuo miglioramento dell'efficienza,  garantito da elevati ed omogenei standard comuni su tutto il territorio nazionale.

Omogenei però non risultano essere i dati del rapporto analizzati per macro-aree, soprattutto quelli relativi alla presenza dei Centri sul territorio italiano che, al contrario, ricalca il divario tra Nord e Sud del Paese. Cosi se nel settentrione si registra un altissimo numero di centri, ben 2130 che serve mediamente il 92,1% della popolazione, la situazione cambia man mano che si scende per lo Stivale. Al Centro i CdR sono in totale 308 con la percentuale di popolazione servita che scende al 78%, fino a toccare il 52% al Sud con 347 strutture attive sul territorio.

Lombardia, Veneto e Piemonte le tre regioni più virtuose che hanno raccolto rispettivamente 16.629.070 kg, 9.374.286 kg e 7.744.840 kg di rifiuti elettronici. Quarta la Toscana con 4.791.410, mentre, al contrario, cucchiaio di legno al Molise con soli 128.013 kg raccolti, preceduto da Valle d'Aosta con 184.585 kg e terz'ultima la Basilicata  quota 210.104 kg. Il Lazio è sesto con 3.107.261.

Questa la classifica per regione. Andando invece a tradurre i kg in prodotti smaltiti, in testa troviamo i frigoriferi che rappresentano il 36,5% degli apparecchi con un totale di 24.039.185 kg, seguiti da TV e monitor (18.058.486, una quota del 27% del totale) e dai cosiddetti "grandi bianchi" che costituiscono il 20,60% del totale (13.535.713 kg). Fanalino di coda le sorgenti luminose con 211.388 (0,32% del totale) e al penuntimo posto i piccoli elettrodomestici (15,02% corrispondenti a 9.868.642 kg).

In generale però si è assistito ad una crescita dei ritiri presso i Centri di Raccolta che da giugno sono quintuplicati passando da 6.539 a 36.584. Un dato che fa ben sperare anche in attesa delle norme promesse dal Ministro dell'Ambiente che consentiranno di poter consegnare, senza alcun onere, la propria apparecchiatura non più utilizzabile al momento dell'acquisto di un elettrodomestico equivalente.

"Sono convinta che i rifiuti da problema possano diventare una risorsa - commenta Stefania Prestigiacomo nella sua premessa al rapporto -   i RAEE possono essere una grande opportunità in termini economici, occupazionali, ambientali e di innovazione e una dimostrazione concreta di come sia possibile coniugare la tutela dell'ambiente con lo sviluppo sostenibile del nostro Paese".

Simona Falasca



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