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Ci impegnamo giornalmente nella raccolta differenziata. Ma una volta conferiti i rifiuti negli appositi bidoni, questi che fine fanno? Ce lo siamo chiesti tante volte, soprattutto in quelle realtà dove esistono solo i cassonetti differenziati e manca "il rigore" del porta a porta. Raccogliere, smistare, trasportare correttamente e riciclare i rifiuti prodotti dai cittadini, dovrebbe essere l'impegno di tutte le amministrazioni locali per diminuire l’impatto ambientale dell’immondizia domestica e dare nuova vita ai materiali.

È in tale ottica e con questo obiettivo che nasce il progetto lanciato dal comune emiliano di San Vito di Spilamberto, una frazione in provincia di Modena, dove dal prossimo 28 novembre prenderà il via un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti grazie al monitoraggio di 500 cassonetti, per un totale di 1000 utenze coinvolte. Un progetto sostenuto dalla Regione Emilia Romagna e messo in pratica operativamente dall'utility del territorio ovvero il gruppo Hera.

Grazie a questa iniziativa, si avranno subito vantaggi per l’ambiente ma anche benefici economici. Come?

Con la smart card in dotazione, gli abitanti della piccola frazione modenese potranno usufruire di tariffe agevolate sulla TARSU, realmente proporzionate al reale utilizzo del servizio di smaltimento rifiuti: un modo per premiare chi recupera e ricicla anche nel piccolo ambiente domestico, mettendo da parte i vecchi contenitori.

Ma nonostante l’iniziativa, il progetto non è stato apprezzato da tutti i cittadini: per molti, il nuovo sistema di gestione rifiuti messo in atto non si rivelerà particolarmente efficace, perché la tracciabilità non riduce la mole della spazzatura e alcuni sostengono che sarebbe più opportuno adottare un sistema di raccolta differenziata porta a porta.

In realtà, se tutto procederà come previsto, il “SISTRI” domestico faciliterà e renderà più trasparente la procedura di smaltimento e il riciclo dei rifiuti.

sistri_domestico_due

Insomma, presto in provincia di Modena la raccolta differenziata di rifiuti domestici sarà monitorata dai cassonetti ai centri di stoccaggio e i percorsi fatti da carta, plastica, vetro e metallo non avranno più segreti. Sempre che la smart card non faccia la fine delle black box del sistema di tracciabilità dei rifiuti tanto discusso e che diventerà obbligatorio a partire dal prossimo anno.

E chissà che il progetto non venga ripreso da altre realtà più complesse, come Roma e Napoli!

Verdiana Amorosi

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