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Tutti la chiedono, ma nessuno la vuole. Potremmo riassumere così l’atteggiamento degli abitanti di Napoli, ma soprattutto di Roma, che non intendono dare il via libera ai punti di discariche alternativi individuati per le due città. Torna in voga quello che negli USA viene comunemente definito effetto Nimby, not in my back yard (ovvero non nel mio giardino).

Ma con il dilagare delle proteste degli abitanti che pretendono di restare lontani dagli odori delle discariche, i rifiuti continuano ad aumentare. Anche in zone abusive. Molte aree isolate infatti, con il passare dei giorni, si stanno trasformando sempre di più in pericolosi cumuli di rifiuti di ogni tipo, con un danno incalcolabile per l'ambiente ed economico per la comunità. Le discariche censite dall'Asia a Napoli, attualmente abusive e avviate alla bonifica, sono 66: posti in cui cittadini poco virtuosi lasciano illegalmente qualunque tipo di rifiuto, evitando deliberatamente di servirsi delle apposite aree ecologiche. Insomma, sicuramente il problema è a livello amministrativo, ma anche i cittadini spesso fanno la loro parte per far precipitare le situazioni.

Abbiamo bonificato molte delle discariche abusive della città – ha detto il presidente dall'Asia Raphael Rossi - ma ci siamo resi conto che nel giro di poche settimane questi siti tornano ad essere pieni”.

Non molto diversa la situazione a Roma, dove si sono individuati 3-4 siti alternativi a Malagrotta, la discarica che a dicembre smetterà di funzionare.

Ieri c'è stata l'ultima riunione tecnica coi tre assessori di Regione Lazio, Provincia di Roma e Roma Capitale interessati all'emergenza rifiuti – ha detto il prefetto di Roma e commissario per Malagrotta Giuseppe Pecoraro - sono emerse 3-4 soluzioni, su una delle quali e' necessario un ulteriore approfondimento. Tra oggi e domani incontrerò Polverini, Zingaretti e sentirò il sindaco per informarli dell'esito delle riunioni tecniche e raccogliere contributi”.

Ma intanto i cittadini di Riano, paese in provincia di Roma, dicono no alla discarica e per il prossimo sabato 8 ottobre, hanno indetto una protesta per bloccare la via Tiberina.

"Durante l'assemblea pubblica - ha spiegato Italo Arcuri, vice sindaco del Comune di Riano - colma di cittadini, che si è svolta nella sala consiliare del Comune, alle notizie che provenivano dalla Prefettura, e che indicano il nostro territorio come probabile sito alternativo alla discarica di Malagrotta, si è deciso di rispondere con piano di contrasto che prevede: un corteo di protesta che si svolgerà sabato mattina sulla Tiberina, dal bivio di Riano sino all'imbocco di Pian dell'Olmo con forme di disobbedienza civile improvvise, 'spontanee' ma determinate e con una presa di posizione netta di tutti i 17 sindaci dei Comuni della Valle del Tevere-Parco di Vejo; con l'istituzione di una Commissione di tecnici ed esperti; con un appello da far firmare a personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e della società civile e con una serie di appuntamenti assembleari che monitori la situazione e informi prontamente la cittadinanza".

Insomma, il problema dei rifiuti a Roma è solo all’inizio.

Verdiana Amorosi

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