malagrotta

Le acque sotterranee della discarica di Malagrotta sono contaminate pesantemente da metalli e sostanze inquinanti. È questo l'allarme lanciato dall'ISPRA con un dossier di 700 pagine dopo la ricerca ambientale effettuata nell'area che circonda la discarica di Roma, dichiarata esaurita già nel 2008 dall'Unione Europea, ma a tutt'oggi attiva e la cui chiusura viene continuamente prorogata.

Lo studio dell'Istituto superiore per la potezione e la ricerca ambientale del ministero dell'Ambiente arriva a pochi giorni dall'indagine aperta dalla Procura di Roma per omicidio colposo dopo 4 sospette morti per tumori avvenute tra gli abitanti di Malagrotta e va ad integrare i dati già pubblicati dall'Arpa nel 2010.

Solfato, ferro, manganese, arsenico, nichel, cromo, alluminio, piombo, benzene e altri metalli pesanti hanno superato i limiti consentiti. Per questo urge più che mai la chiusura della discarica. E per questo un gruppo di esponenti dei Verdi ha manifestato davanti alla Regione Lazio e consegnato il dossier dell'Ispra alla governatrice Renata Polverini che, sostengono gli ambientalisti, "è rimasto nascosto in qualche cassetto".

"L'inquinamento di Malagrotta lo certifica l'Ue, con la quale noi stiamo lavorando e con il contributo del prefetto procederemo alla sua chiusura" ha replicato la Polverini in risposta alle richieste dei Verdi: «Loro fanno il loro mestiere, ma l'Ue ci ha già sanzionato grazie al lavoro che non è stato fatto da governi sostenuti anche dai Verdi".

Dopo l’annuncio di messa in mora di Napoli da parte dell’Unione europea, quindi si presenta prepotentemente il problema rifiuti anche nella capitale. Più che altro perché Malagrotta stando all'ultima proroga, chiuderà a dicembre, ma ancora non è stato trovato un sito alternativo e, dunque la spazzatura dei romani dall’inizio del prossimo anno non avrà più un posto per lo stoccaggio.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Gianni Alemanno che minimizza la questione affermando che non ci sarà nessun rischio Napoli.
Abbiamo il Prefetto che, in qualità di commissario, si sta occupando di questa vicenda - ha detto ilsindaco Gianni Alemanno riferendosi alla chiusura di Malagrotta - la Regione Lazio ha indicato i siti alternativi, non ci sono rischi. Si tratta del solito allarmismo da parte della sinistra, non c'e' niente da dire. Il prefetto Pecoraro - ha spiegato - da quando ha assunto l'incarico di commissario, stasvolgendo una riunione ogni settimana con tutti i responsabili politici e tecnici a livello regionale ecomunale. Si sta muovendo con la massima decisione e sono assolutamente sicuro che si riusciràa gestire la questione. Bisogna fare in fretta per il sito alternativo ed è questione di settimane perl'indicazione dell'area e l'avvio dei lavori. Quindi non ci sono rischi"

"Va tenuta attentamente monitorata la situazione di Malagrotta - ha concluso il sindaco di Roma- ed io ricordo che facemmo un'ordinanza per evitare inquinamenti ambientali che poi fu bloccata dal Tar. I dati Arpa, comunque, sono positivi. Quindi non ci sono particolari allarme anche da questo punto di vista. Massima allerta ma sono convinto che non ci sarà nessuna emergenza".

Verdiana Amorosi

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