inceneritore_uguzzolo

È incredibile come due città, Parma e Modena, situate nella stessa regione ad una manciata di chilometri l’una dall’altra, possano analizzare uno stesso fenomeno in modo diametralmente opposto. Stiamo parlando dell’atteggiamento degli amministratori locali nei confronti degli impianti di termovalorizzazione presenti nelle due città.

Qualche giorno fa, la comunità di Parma è scesa in piazza per protestare contro l’impianto di Uguzzolo (a nord est della città), chiuso da quasi due mesi per abusi edilizi, e chiederne la definitiva chiusura.

Il corteo, che contava quasi 2000 persone e vedeva tra gli altri anche il delegato del sindaco Pallini, si è chiuso sotto il palazzo della Provincia, per chiedere al presidente di liquidare il progetto del termovalorizzatore con un no e dire addio all’impianto, proprio come fecero in passato esponenti dello stesso schieramento politico.

A Parma si attende quindi il pronunciamento del Tar sul futuro dei lavori, previsto per domani, mentre i cittadini chiedono di esprimersi sull’argomento con un referendum.

Altra storia a Modena, dove il sindaco – insieme ai primi cittadini di altri sei comuni – plaude al via libera per la realizzazione di un nuovo impianto di termovalorizzazione, in un patetico tentativo di rassicurare i cittadini.

Il termovalorizzatore di Modena – ha fatto sapere il sindaco Giorgio Pighi, non causerà alcun danno alla salute pubblica neanche con la realizzazione della nuova linea, che dovrebbe entrare in funzione a giugno 2014.

"La pianificazione della complessa gestione dei rifiuti fatta nel territorio della Provincia di Modena a tutela della salute pubblica - hanno detto i sindaci dei paesi coinvolti - ha garantito importanti risultati, primo fra tutti quello di coniugare azioni di gestione corretta e tensione a innovare i sistemi e il contenimento degli impatti ambientali grazie al serio lavoro degli organi di controllo. È nostro dovere- proseguono i sette sindaci- valutare i ben più pesanti impatti sull'ambiente e la salute dovuti agli smaltimenti nelle discariche, impianti che l'Agenzia europea per l'ambiente ha ritenuto in futuro di eliminare per ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica in atmosfera".

Insomma, nell’era in cui le grandi potenze occidentali puntano sul riciclo totale dei rifiuti – reso possibile già oggi in molti luoghi grazie ad una raccolta differenziata efficiente e capillare – in Italia si parla ancora di termovalorizzatori!

Verdiana Amorosi

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