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Sistri sì, Sistri no: il percorso per l'approvazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti sembra quasi una partita di ping pong, tra proroghe, modifiche e abrogazioni. C'è chi è favorevole al suo ripristino e ad una sua veloce entrata in vigore e chi, invece, prende al volo l'occasione lanciata dall'ultima manovra finanziaria per spingere a rimandare tutto. Ogni giorno si alternano le voci di favorevoli e contrari a questo sistema che, fin dall'inizio, non ha avuto vita facile.

Oggi è la volta del Pd, che annuncia di aver presentato un emendamento per cancellare l'abrogazione del Sistri "voluta in particolare dal ministro Calderoli". Il Pd dà la colpa della mancata entrata in vigore agli errori compiuti dal governo nella sua implementazione:"Innanzitutto [...] va tolto il segreto di Stato che avvolge il funzionamento del sistema in un inspiegabile mistero: per questo - spiegano i senatori democratici Roberto Della Seta e Francesco Ferrante - noi prevediamo l'obbligo per il governo di riferire periodicamente al Parlamento sull'avvio del Sistri. Poi bisogna utilizzare al meglio i prossimi mesi, fino alla inderogabile entrata in vigore del sistema che noi fissiamo a inizio 2012, per realizzare una fase di sperimentazione insieme agli operatori e alle aziende di software finalizzata a semplificare le procedure e ad eliminare le storture, dovute all'inefficienza mostrata finora dalla societa' che gestisce il Sistri, che fino adesso hanno impedito la partenza effettiva del sistema".


Secondo il Pd è impensabile cancellare del tutto questo sistema di controllo del traffico dei rifiuti, cosa che spianerebbe la strada alle ecomafie, come da più parti ribadito. Occorre invece lavorare per semplificare le procedure e andare incontro agli operatori del settore.

La richiesta di tornare sui propri passi arriva anche alla Commissione Ambiente del Senato la quale ha messo in evidenza le conseguenze negative di questa abrogazione non solo per la salute pubblica, favorendo lo smaltimento illecito dei rifiuti , ma anche dal punto di vista della lotta all'evasione fiscale.

Dello stesso parere il Ministro Stefania Prestigiacomo che, in una nota, dichiara: "Il Sistri è uno straordinario strumento di lotta all’evasione fiscale, infatti incrociando i dati del sistema con quanto dichiarato al fisco sarà possibile verificale eventuali squilibri e tentativi di evasione. È indispensabile quindi che il ripristino del Sistri avvenga subito e senza stravolgimenti che ne vanificherebbero l’efficacia". Il ministro auspica inoltre un ripristino integrale in quanto "escluderne l’applicazione per le piccole e piccolissime aziende, che rappresentano l’80 % del bacino di utenza, significa di fatto vanificare il sistema ed anche disattendere l’obbligo di tracciabilità delle sostanze pericolose che ci viene dall’Europa".

Favorevoli invece ad un ulteriore rimando i rappresentati di Fai Conftrasporto che, in una lettera aperta al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che verrà pubblicata domani su Libero, scrivono: "Conftrasporto condivide questa decisione di bloccare un progetto che a oggi ha solo creato pesantissimi disagi a centinaia di migliaia di lavoratori costringendoli a pagare per un servizio mai offerto e ringrazia chi, all’interno del Governo, si è fatto portatore di tale decisione".

Una delle recriminazioni fatte al Sistri da Conftrasporto è, tra l'altro, la mancanza dell'obbligo della tracciabilità dei rifiuti alle imprese straniere di trasporto cosa che, a detta del presidente Paolo Uggè, consentirebbe alle ecomafie di commettere illeciti ambientali servendosi proprio delle aziende estere. Lasciano però spazio, nella lettera, ad una convergenza per studiare nuove modalità di gestione dei rifiuti: "Questo non significa abbandonare la strada del controllo del trasporto dei rifiuti, unico strumento possibile per combattere l’infiltrazione della criminalità organizzata in questo settore ad altissimo rischio. Significa solo ripartire, tutti insieme, per “ridisegnare” e far finalmente funzionare il progetto Sistri, tenendo conto delle esperienze degli operatori interessati”.

Per sapere come andrà a finire, non ci resta che attendere il varo della manovra finanziaria definitiva.

Eleonora Cresci

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