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Il problema della "munnezza" di Napoli e provincia è diventata un’emergenza nell’emergenza e – come se non bastasse – il Governo è anche profondamente diviso sulle soluzioni da adottare; e ancora non sa come muoversi per impedire quello che sta diventando un vero e proprio allarme per la salute. Soprattutto per i bambini che, stando ai dati rilasciati dalla Fimp, la Federazione Italiana Medici Pediatri, rischiano maggiormente di contrarre malattie respiratorie.

A quanto pare, infatti, le patologie respiratorie tra i bimbi napoletani sarebbe aumentata del 10-20% nell'ultimo mese, periodo in cui si è aggravata l'emergenza rifiuti in Campania. Secondo i dati della Fimp rilasciati al Corriere della Sera, infatti, il fenomeno sarebbe da attribuire ai continui roghi di immondizia che sprigionano sostanze tossiche, in particolar modo la diossina. E, così, aumentano tra i bambini asma, tosse, faringiti e bronchiti asmatiche, soprattutto nei bambini allergici. E mentre i pediatri consigliano di portare i bimbi "al mare il più possibile, poiché l'esposizione all'aria e all'acqua marina può ridurre gli effetti di tali disturbi", come si pensa di risolvere la situazione?

Secondo quanto ha riportato oggi Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’Ambiente, il governo adotterà presto un’azione risolutiva in grado di frenare il collasso ed evitare il peggio: Vareremo un provvedimento serio, sollecito e responsabile – ha annunciato il Ministro - e cioè il trasferimento dei rifiuti in via straordinaria e temporanea fuori dalla Campania e lo faremo nel prossimo consiglio dei ministri, come Berlusconi ha già detto".

Ma come ha reagito il ministro al no e alla chiusura della Lega di fronte all’ipotesi di trasferire al nord i rifiuti?
“Ovviamente è inaccettabile; però – ha aggiunto - è condivisibile la sua posizione quando dice che il percorso per avviare un corretto ciclo dei rifiuti va troppo a rilento: bisogna darsi una mossa. Sono sicura che Bossi avrà senso di responsabilità".

Poi ha tenuto a precisare che “il governo e' intervenuto e interverrà anche in questa circostanza per aiutare la Campania e Napoli. La priorità assoluta è scongiurare il rischio sanitario: in questo il nostro impegno sarà massimo".

Ottimista anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, secondo il quale un accordo con Bossi prima o poi si troverà:
La Lega ha già votato Roma Capitale. Che significa ingenti spese aggiuntive per questa città. E ha già accettato gli aiuti per Catania disastrata e per L'Aquila terremotata. Se l'intervento del governo in aiuto di Napoli sarà a tempo, di breve durata e impossibile da trasformare in un ingiusto e nefasto diritto permanente, credo che l'accordo con Bossi si troverà”.

“Un decreto che permetta di affrontare subito la paralisi portando fuori regione i rifiuti campani è un atto doveroso e non rimandabile. Dopo aver proclamato miracoli in passato, oggi il Governo non può fare lo scaricabarile sulle responsabilità di questa drammatica situazione e tirarsi indietro”. È fermo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza nel commentare l’emergenza rifiuti a Napoli che sta mettendo a rischio la salute dei cittadini campani. “È ovvio – ha aggiunto Cogliati Dezza- che è necessario un accordo che metta insieme tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle Regioni, ma non sia questa la scusa per non intervenire. Innanzitutto servono risorse economiche al Comune di Napoli per potenziare ed estendere la raccolta porta a porta in tutta la città entro un paio d’anni, come fu fatto per l’avvio della raccolta domiciliare nel Comune di Palermo. È l’unico modo per evitare che il problema si ripresenti con drammatica ciclicità”.

Insomma, sono tutti convinti che un accordo si troverà, ma quale sia effettivamente l’intento e con quale programma si intenda procedere ancora non si è capito, attendiamo fiduciosi che il governo aiuti seriamente la città di Napoli e la provincia…

È certo che di fronte a un rischio così elevato per la salute dei cittadini le Regioni del centro Nord, non possono rifiutarsi di collaborare. A chi fa ostruzionismo, invece, ricordiamo – conclude Cogliati Dezza – che non ha mosso un dito per contrastare il flusso illegale di rifiuti urbani, speciali e anche pericolosi che dalle imprese del Nord sono finiti per anni nelle discariche della camorra”.

Verdiana Amorosi

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