sistri

Stavolta è ufficiale: il nuovo sistema Sistri sulla tracciabilità dei rifiuti, destinato a prendere il posto del tradizionale sistema basato su formulari cartacei e sulla dichiarazione annuale rifiuti, entrerà in vigore dal 1 Giugno 2011.

Lo ha confermato oggi a Roma il Ministro dell' Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha detto: “Il SISTRI è una rivoluzione di legalità e di efficienza nel settore dei rifiuti, uno strumento serio ed efficace per contrastare le ecomafie, una sfida che il Governo ha lanciato a chi ha massacrato il territorio, soprattutto in Campania e al Sud facendolo diventare una immensa discarica di veleni”. Il nuovo sistema elettronico di controllo, infatti, consentirà la tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi su tutto il territorio nazionale ma anche dei rifiuti solidi urbani per quel che riguarda il solo territorio della Regione Campania.

Il progetto – rileva il Ministro – è stato concepito con l’obiettivo di assicurare maggiore trasparenza e controllo della movimentazione dei rifiuti, con la possibilità di monitorare tutti i dati in tempo reale. In tal senso, SISTRI potrà garantire la tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza, la semplificazione delle procedura burocratiche e la riduzione degli oneri a carico dei soggetti obbligati, contrastando il fenomeno dell’illegalità, fortemente radicato in questo settore”.

Le ultime informazioni complete relativamente ai rifiuti speciali in Italia, contenute nel Rapporto Rifiuti 2008, e basate sui MUD (le dichiarazioni annnuali che, ogni mese di aprile, le aziende inviano agli organi competenti e che contengono i dati dell'anno precedente) cartacei trasmessi dalle imprese, risalgono al 2006. Con la sostituzione dell’attuale sistema cartaceo con il SISTRI, basato su un flusso di dati in tempo reale, sarà possibile ottenere statistiche aggiornate con una frequenza molto maggiore. La quantità di rifiuti speciali prodotta in Italia nel 2006 è stata pari a 134,7 milioni di tonnellate. Di questi, 125,5 milioni di tonnellate erano rifiuti speciali non pericolosi, e 9,2 milioni di tonnellate rifiuti speciali pericolosi.

L'introduzione del SISTRI è stata preceduta da numerose polemiche, soprattutto da esponenti ed associazioni di categoria rappresentative dielle piccole e medie imprese, che hanno lamentato più volta la scarsità di formazione degli operatori e la difficoltà di utilizzo del sistema, ma anche i ritardi nella distriibuzione dei dispositivi USB e delle "scatole nere", le cosiddette Black Box da installare sui camion che trasportano i rifiuti ai centri di raccolta e smaltiimento. Infatti il meccanismo di funzionamento del nuvo sistema telematico si basa su un nuovo modello di comunicazione dei dati, mediante un dispositivo elettronico, appunto l 'USB, per accedere al sistema, trasmettere i dati e memorizzare informazioni; una Black Box, da installare su ciascun veicolo che trasporta rifiuti speciali e che ha la funzione di monitorare il percorso del carico dal produttore al centro di smaltimento; infine, apparecchiature di videosorveglianza, installate negli impianti di discarica, di incenerimento e di coincenerimento, allo scopo di controllare l’ingresso e l’uscita degli automezzi.

Dal primo di Giugno, quindi, l'iscrizione al Sistri diventerà obbligatoria per tutti i produttori di rifiuti speciali. La consegna dei dispositivi è ormai quasi ultimata. Infatti al 28 febbraio sono stati distribuiti 476.150 dispositivi USB alle imprese, sono state consegnate 85.985 black box di cui 58.674 risultano già installate sui veicoli per il trasporto rifiuti. Sono stati selezionati oltre 500 impianti e discariche di smaltimento rifiuti su cui installare le apparecchiature di video sorveglianza e su 402 impianti il sistema è già attivo.

Secondo il l Ministero della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione il sistema Sistri consentirebbe alle imprese di risparmiare molto: secondo il “Primo rapporto 2007-2008: misurazione e riduzione onere amministrativi”, infatti, si avrebbe una riduzione dei costi variabile dal 50 % all' 80%, a fronte di una spesa di 671 milioni di euro a carico delle imprese piccole e medie (quelle fino a 249 addetti) per la predisposizione dell'attuale sistema cartaceo ambientale (formulario dei rifiuti, registro di carico e scarico e MUD) ed un costo medio che varia da euro 1.183,00 all’anno per le imprese da 5 a 249 addetti a 464,00 euro all’anno per le imprese da 1 a 4 addetti.

Andrea Marchetti

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