RAEE_ecolight

In soli sei mesi, nei negozi della grande distribuzione, sono state raccolte ben 4.000 tonnellate di rifiuti elettronici, pile e accumulatori. È questo il brillante risultato reso noto dal consorzio Ecolight, che si occupa della raccolta e dello stoccaggio dei RAEE - rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

L’attività di Ecolight è iniziata sistematicamente in seguito all’attuazione del decreto “Uno contro Uno” (entrato in vigore lo scorso giugno), che obbliga il negoziante a ritirare gratuitamente il vecchio elettrodomestico nel momento in cui il cliente decide di acquistarne uno nuovo.

È stato fatto un importante passo in avanti sotto il profilo normativo e della sensibilizzazione, anche se è ancora molta la strada da fare – ha commentato Walter Camarda, Presidente di Ecolight - Come consorzio per la gestione dei Raee che raccoglie oltre il 90 per cento della Grande distribuzione organizzata abbiamo voluto offrire un servizio ai punti vendita il più possibile efficace, in modo da sgravarli da questo nuovo obbligo”.

L’inizio non è stato facile, come ha detto Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight: “L’avvio non è stato semplice, ma registriamo una costante tendenza al miglioramento. L’intero sistema Raee ha individuato soluzioni operative che hanno permesso di superare alcuni ostacoli incontrati. Per migliorare il servizio e potenziare l’efficacia della legge serve però che ulteriori semplificazioni siano adottate e sia risolta l’operatività per quanto riguarda la copertura a livello territoriale delle isole ecologiche comunali – ha continuato il direttore - il “salto” è stato notevole e ha richiesto sacrifici, siamo convinti però che si possano raggiungere livelli di raccolta sempre maggiori”.

Le 4.000 tonnellate raccolte nei primi sei mesi di vita del decreto - ha concluso Marco Pagani, vice presidente di Ecolight - dimostrano il grande impegno delle imprese della distribuzione moderna per fornire un servizio efficiente ai consumatori. Notevoli sono stati gli investimenti per dare seguito agli adempimenti amministrativi, per strutturare la logistica di ritorno dei Raee e per fare diventare gli esercizi commerciali luoghi idonei e autorizzati alla raccolta degli apparecchi a fine vita riportati dai clienti. Il risultato raggiunto è quindi un punto di partenza sul quale lavorare non solamente per migliorare il servizio, ma anche per sensibilizzare sempre più il consumatore sul fatto che il rifiuto elettronico deve seguire un preciso percorso di smaltimento. Solo così eviteremo la dispersione nell’ambiente di sostanze inquinanti e permetteremo il recupero di importanti materie prime seconde”.

Buone notizie, certo, ma a nostro avviso sono ancora tanti i passi avanti da fare su questo fronte, alla luce anche delle inchieste di Greenpeace che denunciano come proprio nella grande distribuzione non sempre da parte dei negozianti il decreto venga rispettato e il servizio di ritiro effettuato in modalità davvero gratuita.

Verdiana Amorosi

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