12 cose che mai avresti pensato di non poter riciclare

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In Italia, quando si parla di raccolta differenziata e riciclo di alluminio, carta, plastica e vetro le regole cambiano tra regioni, città, comuni e quartieri diversi. A Roma, ad esempio, vetro, plastica e alluminio possono tranquillamente finire nello stesso cassonetto, cosa che non vale per Udine. Esistono delle regole fondamentali, però, che dalle Alpi al Salento valgono per tutti. Sono degli accorgimenti che contribuiscono all'efficacia della differenziata nella vostra città, perché non tutto può essere riciclato, anche tra gli oggetti di uso più comune.

Stoviglie di cristallo, pentole e utensili in pirex, lampadine e tubi al neon, ad esempio, non sono riciclabili. Quindi anche se la lampadina, fatta di vetro, vi sembra che possa rientrare nella categoria, ricordatevi che non è così.

Anche la plastica ha i suoi limiti, posate e piatti usa e getta non vanno con le bottiglie. Biro, pennarelli, giocattoli, ecc. non sono imballaggi e quindi non vanno messi nella raccolta differenziata mentre i tappi delle bottiglie sono “accessori di imballaggio” e possono invece tranquillamente seguire nella raccolta differenziata il contenitore che servono a sigillare.

La carta non è da meno e vuole le sue regole, scontrini fiscali, biglietti dell'autobus e ricevute delle carte di credito non sono riciclabili.

Questi sono solo alcuni esempi che, ora, analizzeremo più nel dettaglio. Vi consigliamo di scrivere un piccolo promemoria a riguardo, magari da attaccare vicino al cestino della spazzatura così da essere sempre vigili su cosa gettate e dove.

1) Nel cassonetto della carta

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No a fazzoletti usati, tovaglioli sporchi, scontrini fiscali, biglietti dell'autobus, cartone della pizza e carta bagnata.

Tutta la carta sporca, oleata o contaminata da cibo può essere un problema per il processo di riciclo della cellulosa. Se per plastica e vetro le fasi di lavorazione dei materiali sono precedute da un lavaggio con acqua ad alte temperature capace di sgrassare ed eliminare eventuali residui, per la carta il processo è diverso.

Grassi e oli non sono di facile eliminazione e possono inquinare il prodotto finale. Per questo il cartone della pizza non va buttato nel cassonetto della carta, così come i tovaglioli e i fazzoletti usati.

Anche gli scontrini fiscali e i biglietti dell'autobus possono essere un problema. Scontrini e ricevute delle carte di credito non contengono solo cellulosa ma sono fatte con carta termica, non riciclabile, e possono avere una parte magnetica a sua volta non adatta al riciclo.

La carta bagnata, invece, ha fibre più corte e meno resistenti che potrebbero compromettere la qualità della carta riciclata a fine lavorazione.

Discorso molto simile per i cartoncini intensamente colorati, magari quelli delle cartelline. Accertatevi che i colori usati siano naturali, altrimenti è meglio non buttarli con la carta. In ogni caso, nel momento dell'acquisto, preferite tinte tenui perché gli stessi colori possono vanificare il lavoro di recupero della carta, conferendo strane tonalità al prodotto finito.

Nel cassonetto della plastica

riciclo plastica

No a biro e stoviglie usa e getta. Sì ai tappi di plastica

Dovete sapere che esistono moltissimi tipi diversi di plastiche che possono essere divisi in due macro aree principali: le termoplastiche e le termoindurenti. Se le prime, sottoposte a calore, sono perfette per il riciclo le seconde, più resistenti, non possono essere lavorate nuovamente e quindi non si prestano al riciclo. Biro, tappi e posate rientrano in quest'ultima categoria.

Nelle bottiglie è possibile riciclare il PET, ovvero il corpo della stessa. E se per ogni chilogrammo di plastica vergine, servono due chilogrammi di petrolio, allora ben venga il riciclo delle bottiglie che permette un notevole risparmio in termini di risorse ed estrazione. Per sciogliere tutti i dubbi sul riciclaggio della plastica leggete la nostra intervista a COREPLA

Nel cassonetto del vetro

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No agli specchi.

Gli specchi hanno proprietà molto diverse dal vetro e non sono riciclabili perché derivano dalla somma di materiali diversi. Meglio buttarli nell'indifferenziato o portarli in apposite isole ecologiche.

Con l'alluminio

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No agli appendiabiti metallici.

Non si prestano al riciclo ma sono sicuramente molto utili alla lavanderia vicino casa. Perché invece di buttarli non provate a portarli in luoghi che ne fanno un grande utilizzo? Potrebbe essere un buon modo per disfarvene senza compromettere il recupero dell'alluminiopresente nei cassonetti.

Niente ceramica nel riciclabile

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La ceramica è un materiale molto difficile da riciclare. Gettatela con i rifiuti non riciclabili o, meglio ancora, portatela direttamente in apposite isole ecologiche.

Uno scarto sbagliato può vanificare lo sforzo di chi differenzia correttamente. Per questo un'adeguata educazione ambientale, magari pianificata e fornita dagli organi cittadini competenti, può fare la differenza.

Per risolvere il problema e aiutare i cittadini a riciclare nel modo giusto, le aziende del confezionamento dovrebbero ridurre all'osso imballaggi e confezioni. Semplicità ed efficacia in questo caso sono direttamente proporzionali.

Serena Bianchi