emergenza_rifiuti_Napoli

Dopo le tante polemiche dei giorni scorsi, in cui la maggioranza dei governatori delle regioni italiane si sono dimostrati disponibili ad accogliere una parte dei rifiuti della Campania, oggi pomeriggio si giunge finalmente al tavolo, indetto al Ministero dell’Ambiente, per stabilire una pianificazione.


All’incontro parteciperanno naturalmente tutti gli assessori delle regioni italiane, che prenderanno alcune decisioni importanti sui rifiuti campani; l’esito dell’incontro di oggi verrà poi presentato durante la Conferenza straordinaria delle regioni convocata per domattina alle 10.00. In realtà, sebbene la gran parte delle realtà territoriali del nostro Paese abbia detto sì alla richiesta di accogliere la spazzatura di Napoli, resta il no di Piemonte, Lombardia, Veneto, Abruzzo, Friuli e Sardegna, regioni che non hanno voluto (o potuto, secondo quanto riferiscono) dare la loro disponibilità in un momento di grande emergenza nazionale.

Durante l’incontro con il ministro Raffaele Fitto, avvenuto lo scorso 29 novembre, Vasco Errani, presidente dei governatori, ha evidenziato come il governo abbia chiesto all’unanimità a tutte le Regioni di fare un sacrificio per affrontare una situazione difficile. Ma la risposta – come abbiamo visto anche nei giorni scorsi – non è stata unanime. A cominciare dal Veneto (che si giustifica dicendo di aver avuto danni troppo onerosi per via delle alluvioni), ma anche la Lombardia di Formigoni, che ribadisce il suo no dicendo che “non è mai stato pagato alcun compenso alle imprese private che si sono fatte carico di questi rifiuti in passato. Quindi io come faccio a imporre a queste aziende di farsi carico di ulteriori costi? In questo momento - ha continuato - il nostro rimane un no, e con la Giunta c'è perfetta identità di vedute”.

Ma se Veneto e Lombardia si lamentano, che cosa dovrebbe fare la Puglia?
Secondo i dati infatti, non sono stati ancora saldati i debiti contratti con le discariche pugliesi, che ammontano a 5 milioni di euro e risalgono a due anni fa, quando la Puglia si accollò lo smaltimento di 50.000 tonnellate di rifiuti.

In ogni caso, solidali o no, l’immondizia va raccolta e tolta dalle strade e al più presto, anche perché, assicurano, la gran parte dei rifiuti non reca danni alla popolazione: “Si tratta di materiali, risalenti agli anni 2007 e 2008, derivati dal trattamento meccanico dei ciclo dei rifiuti. Terriccio stabilizzato per due anni praticamente inodore e non pericoloso. - ha fatto sapere il Consorzio Cite per rassicurare la popolazione pugliese - Non ha grande impatto ambientale”.

Verdiana Amorosi

 

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