inceneritore

"Ma il premier è stato ad Acerra o a Disneyworld?" Con questa domanda Stefano Ciafani, coordinatore scientifico nazionale di Legambiente, e Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, hanno commentato le assurde dichiarazioni del presidente Silvio Berlusconi circa il buon funzionamento dell’impianto d’incenerimento della provincia di Napoli e delle possibili soluzioni per gestire correttamente i rifiuti nella regione Campania.

La Campania e l’Italia – hanno dichiarato gli esponenti di Legambiente – ormai non credono più al premier che promette, tra le altre cose, città pulite in pochi giorni e discariche che non emettono cattivo odore. Per risolvere l’emergenza rifiuti non serve rincorrere false chimere come un fantomatico quarto inceneritore quando oggi ne esiste uno. Purtroppo – hanno detto i due coordinatori di Legambiente - il premier, in questi due anni e mezzo, di polvere sotto al tappeto ne ha messa fin troppa, pensando solo a trovare soldi per aprire nuove discariche e inceneritori, invece di destinare adeguate risorse per potenziare la raccolta differenziata domiciliare, a partire dal Comune di Napoli, bonificare i siti illegali di smaltimento e costruire impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti che oggi i Comuni più virtuosi della Campania sono costretti a conferire in Sicilia piuttosto che nel Nord Italia. Solo facendo questo – hanno concluso Ciafani e Buonomo - il premier dimostrerà di essere l’uomo del fare e non del chiacchierare”.

Intanto, Berlusconi - dopo aver detto che l’emergenza rifiuti a Napoli sarebbe stata risolta in tre giorni - oggi ha deciso di tornare nel capoluogo campano proprio per occuparsi del problema; dalle 17:00 alle 18:00 infatti il premier parteciperà a un vertice organizzato in Prefettura.

A Terzigno - e in tutta la provincia di Napoli – è trascorsa un’altra notte tranquilla, senza blocchi, né scontri, nel frattempo però si parla di nuovo della Cava Sari, dove nella mattinata di sabato dovrebbe riprendere il normale deposito di rifiuti, dopo lo stop avvenuto qualche giorno fa.

Intanto, i comitati in difesa dei comuni vicino al Vesuvio hanno indetto una manifestazione per domani pomeriggio, alla quale parteciperanno istituzioni e rappresentanti della Chiesa locale.



 

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