sistri
A pochi giorni dalla entrata in vigore (prevista per il primo di Ottobre) del sistema SISTRI, la nuova procedura telematica per la tracciabilità dei rifiuti "in tempo reale", non mancano alcune voci critiche da parte di associazioni di imprenditori che, in certi, casi, chiedono anche di differire l'effettiva entrata in vigore del nuovo sistema.

 

A Bologna, comunque, durante il convegno "SISTRI, istruzioni per l'uso" è stato presentato ieri il nuovo sistema telematico con particolare attinenza allo smaltimento dei rifiuti sanitari ed è emerso che, dalla carta al software, non farà differenza per chi già applica le buone regole della tracciabilita' dei rifiuti.

Con il "SISTRI" non ci saranno modifiche sostanziali al modo di operare e non ci saranno sconvolgimenti, secondo gli ideatori e promotori del SISTRI, per il comparto sanitario. O meglio, per quei gestori che all'interno di questo comparto fanno già di necessità virtù. Ancora tanta, tutavia, l'incertezza sull'operatività più stretta, ma anche molte le aspettative circa le maggiori garanzie di trasparenza e di semplificazione che il nuovo sistema potrà fornire. Aurelia Fonda, presente a Bologna in rappresentanza del Ministero della Salute, ha dichiarato: "L'Italia e' all'avanguardia nella normativa, in quanto e' l'unico Paese che ha definito i criteri per l'individuazione dei rifiuti a rischio infettivo". Che non sono pochi.

La quantità di rifiuti speciali prodotti in Italia nel 2006 è stata pari a 134,7 milioni di tonnellate, di cui 125,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi e 9,2 milioni di rifiuti pericolosi. I rischi di uno smaltimento non corretto, quindi, ci sono eccome: il passaggio da un sistema cartaceo a soluzioni tecnologiche più avanzate con il Sistri, da un lato potrebbe semplificare le procedure e gli adempimenti con una riduzione dei costi sostenuti dalle imprese (secondo l'Albo Gestori Ambientali il sistema attuale di gestione grava sulle imprese italiane per oltre 700 milioni di euro l'anno e il Mud da solo grava per il 40 %), dall'altro, potrebbe garantire una maggiore efficienza nella gestione di un processo complesso che comprende tutta la filiera dei rifiuti.

Tuttavia ci sono anche molte voci fuori dal coro, che sfociano anche in evidenti critiche e proposte di differimento dell'entrata invigore del sistema SISTRI: il Gruppo Ambiente Assosoftware Confindustria, ad esempio, ritiente che, attualmente, le nuove procedure possano essere usate corettamente solo da aziende che hanno pochi formulari- rifiuti mensili da gestire. Pertanto l'entrata in viogore dovrebbe essere spostata a Luglio 2011.

FITA -CNA (l'associazione dei trasportatori facenti parti della Confederazione Nazionale Artigianato) dell' Emilia Romagna, inoltre, ha denunciato che, a pochi giorni dal primo ottobre, solo meno del 50% delle imprese interessate ha ricevuto le "chiavette" USB necessarie alla fase di avvio ed al successivo funzionamento del sistema SISTRI. Secondo i dati in possesso di CNA-FITA dell' Emilia Romagna, solo 259 mila imprese in tutta Italia, ossia meno della meta' dei soggetti obbligati e, di queste ultime, meno della meta', ha ricevuto il dispositivo USB. CNA-FITA denuncia, inoltre, le difficoltà tecniche del sistema e le criticità della fase di test, nonché la mancanza di formazione tra gli operatori. Per qusto anche FITA CNA, per mezzo della presidente Emilia Romagna Cinzia Franchini, chiede una proroga dei tempi di entrata in vigore del SISTRI ed il mantenimento di un periodo di transizione, durante il quale le aziende possano avvalersi, alternativamente, del nuvo sistema o di quello "cartaceo" tradizionale.

Alcune critiche al sistema SISTRI, poi,sono arrivate anche dalla CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) : nel corso della audizione che si è tenuta presso la Commissione Ambiente di Montecitorio, in relazione al decreto legislativo che dovrà recepire la nuova direttiva comunitaria sui rifiuti, la CIa ha fato sapere che il decreto è "fortemente penalizzante per le imprese agricole soprattutto per gli onerosi adempimenti richiesti per lo smaltimento". Tra le criticità dl decreto anche "il mancato chiarimento dell'esonero dei piccoli produttori agricoli dall'obbligo di iscrizione al SISTRI, il nuovo sistema di tracciabilita' dei rifiuti che prossimamente diverra' operativo". Infatti secondo la CIA "l'esonero per i piccoli produttori agricoli e' gia' presente nel decreto istitutivo del SISTRI, ma e' formulato in maniera talmente imprecisa da ingenerare inevitabilmente problemi in fase di applicazione"

Andrea Marchetti
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