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"Ci mancavano anche i bambini che vanno all'ospedale, che muoiano i bambini. Non mi importa dei bambini si sentano male. Io li scaricherei in mezzo alla strada i rifiuti". Un’intercettazione shock quella che compare nell’inchiesta della Dda di Firenze che parla di una discarica abusiva vicino a una scuola.

 

Parole raccapriccianti e particolari aberranti quelli che emergono dall’inchiesta sui traffici di rifiuti in Toscana che ha portato all’arresto di sei persone che secondo la Dda di Firenze e i carabinieri forestali, avrebbero smaltito abusivamente oltre 200 tonnellate di rifiuti tossici, tra cui speciali e pericolosi.

Rifiuti provenienti da diverse regioni e certificato come ‘puliti’, da un gruppo di aziende compiacenti. Sono state emesse anche cinque misure interdittive nei confronti di funzionari, imprenditori e imprenditori accusati a vario titolo di traffico di rifiuti, truffa alla Regione e associazione a delinquere.

A lasciare esterrefatti sono le intercettazioni in cui uno degli indagati, parlando di una discarica vicino ad una scuola, tra le risate chiosa:

"Ci mancavano i bambini che vanno all'ospedale, che muoiano".

Aziende e discariche

Attualmente le aziende sequestrate sono due: la Lonzi srl e la Rari srl, entrambe di Livorno. Secondo gli inquirenti nei loro impianti, i rifiuti non venivano smaltiti per massimizzare i profitti e pagare una tassa più bassa. In questa storia la stessa Regione Toscana ci avrebbe rimesso quasi 4 milioni e mezzo di euro nel 2015-16, a fronte di un guadagno stimato in oltre 26 milioni per le aziende.

Per quanto riguarda le discariche, invece, parliamo della Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino, entrambe a partecipazione pubblica che attualmente non sono poste sotto sequestro, ma alcuni dei dipendenti della Rea sono stati raggiunti da misure interdittive. Le indagini dell'ex sostituto della Dda, Ettore Squillace Greco sono ancora in corso e sono una cinquantina gli indagati.

Il video delle intercettazioni: 

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In pieno stile criminale, una parte degli scarti tossici, almeno tre tir a settimana, arrivava nelle discariche del Livornese da una ditta di Prato, la Fbn srl, specializzata nel trattamento dei rifiuti. E il metodo utilizzato è sempre lo stesso: i tir entrano nelle ditte specializzate e ne escono subito dopo, senza che sia stato eseguito nessuno smaltimento.

Dominella Trunfio

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