RAEE_uno_contro_uno

Televisori, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, microonde e chi più ne ha più ne metta, in aggiunta a una lunghissima serie di apparecchi di illuminazione, di elettronica di consumo e di sorgenti luminose: nelle nostre case si trova davvero di tutto. Siamo così abituati ad essere circondati da elettrodomestici, strumenti, oggetti e facilitazioni varie, da considerarli assolutamente indispensabili e da sentirci quasi persi in loro assenza. Ciò nonostante, troppo spesso ci capita di avere le idee davvero poco chiare quando si tratta di doverli gettare via: in concreto, come si smaltiscono le apparecchiature elettriche ed elettroniche non più funzionanti?

Se siete lettori abituali di greenMe.it, sapete che lo smaltimento dei RAEE è stato regolato negli ultimi anni dal decreto legislativo 151/2005, che puntava ad eliminare gli sprechi e ad incentivare la raccolta dei rifiuti senza prevedere però interventi specifici né campagne informative mirate, finendo così per delegare gran parte della responsabilità alla volenterosità dei singoli cittadini e all’iniziativa degli enti locali.

Per questo, per migliorare il quadro normativo e incentivare la raccolta differenziata dei RAEE, lo scorso 19 maggio è entrato in vigore il Decreto Ministeriale 65/2010, che istituisce un sistema di ritiro definito “uno contro uno”. Il provvedimento obbliga infatti le aziende produttrici a ritirare gratuitamente il vecchio apparecchio elettronico al momento dell'acquisto di uno nuovo (AEE), purché si tratti di prodotti della stessa tipologia e il vecchio apparecchio non risulti danneggiato e/o non contenga altri tipi di rifiuti. Una volta ritirati i RAEE, gli esercizi commerciali avranno l’onere di stoccarli e di conservarli in luoghi idonei e protetti, per poi conferirli agli appositi Centri di raccolta, la cui gestione è affidata agli enti locali (a questo link potete trovare l'elenco dei Centri regione per regione).

Per favorire l’effettiva applicazione del decreto e rendere davvero possibile il ritiro “uno contro uno”, lo scorso 24 giugno è stato presentato a Roma, presso la Sala Alighieri del Centro Congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi, l’Accordo operativo tra il Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE), l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e le organizzazioni del commercio AIRES, ANCD – CONAD, ANCRA – Confcommercio, Confesercenti e Federdistribuzione. L’incontro aveva lo scopo di definire e regolamentare la gestione dei RAEE da parte di distributori e Centri di raccolta, in modo da facilitare il compito a tutti gli attori coinvolti.

L’Accordo operativo raggiunto ha numerose conseguenze positive, in quanto favorisce la raccolta differenziata, il recupero e il corretto smaltimento dei rifiuti tecnologici e contribuisce alla costituzione di un sistema di raccolta efficiente e fluido, in grado di coinvolgere in modo virtuoso consumatori, aziende, distribuzione, Comuni e associazioni. Tuttavia, le stesse organizzazioni firmatarie fanno notare come l’intesa sia da considerarsi come un inizio, un primo passo nella giusta direzione, piuttosto che come un traguardo. Molto ancora resta da fare per ottimizzare le procedure e perfezionare il sistema.

Già oggi gli oltre 3.000 Centri di Raccolta comunali presenti sul territorio nazionaledichiara Filippo Bernocchi, delegato Anci ai rifiuti e all’energiasono un importante punto di riferimento per la raccolta differenziata nel nostro Paese e hanno permesso al sistema di gestione dei RAEE di consolidarsi in breve tempo. Quello che oggi firmiamo è un buon accordo, che permetterà in maniera ancora più agevole agli operatori commerciali, oltre che ai cittadini, di conferire ai centri di raccolta comunali i rifiuti elettrici ed elettronici ritirati con il sistema ‘uno contro uno’. L’accordo però sottolinea Bernocchinon è la soluzione per i problemi che i Comuni, con la consueta solerzia e senso di responsabilità, stanno affrontando.”

Grazie all’Accordo firmato oggiaggiunge Giorgio Arienti, Presidente del Centro di Coordinamento RAEEsiamo riusciti in tempi molto rapidi a individuare alcune soluzioni per la gestione efficiente di tutti quei RAEE che saranno affidati dai consumatori ai negozianti presso i quali hanno acquistato le nuove apparecchiature. Ci aspettiamo che questo consentirà di aumentare i quantitativi di RAEE raccolti e avviati al corretto trattamento, così da migliorare ulteriormente i già significativi risultati ottenuti dal sistema RAEE nei primi due anni”.

"Questo accordo è importantefa eco Marco Pagani, Direttore Area Legislazione di Federdistribuzione - per dare indicazioni operative concrete alle imprese distributive, considerate le oggettive difficoltà nell’adempiere alle nuove disposizioni. Il mondo del commercio vuole garantire un servizio efficiente ai consumatori nel ritiro dei RAEE ed ha sostenuto un grande sforzo organizzativo ed economico per presentarsi preparato al momento del suo avvio. Questa intesa, che valorizza le potenzialità dei centri di raccolta e introduce semplificazioni nelle procedure amministrative, è l’esempio di come Pubblica Amministrazione e operatori privati possano ottenere risultati importanti quando lavorano in sinergia per assicurare il miglior servizio possibile ai cittadini. Tutto ciò nonostante un contesto normativo di riferimento che necessita di interventi rapidi per una gestione di maggiore efficienza".

Come abbiamo sottolineato, l’Accordo operativo punta a favorire una cooperazione virtuosa e responsabile tra tutti i soggetti coinvolti nella raccolta dei RAEE. Proprio a questo scopo, per rendere più agevole lo scambio di informazioni tra distributori e Centri di raccolta, il Centro di Coordinamento RAEE ha ampliato i servizi del proprio portale web: distributori e gestori dei Centri di raccolta potranno accedervi, rispettivamente, per conoscere i Centri di raccolta aperti al conferimento degli scarti e per sapere con anticipo quali distributori usufruiranno del servizio.

L’obiettivo comune è di potenziare il sistema di raccolta e smaltimento dei RAEE, in modo da renderlo sempre più efficiente e da facilitare il compito di tutti gli attori, dai consumatori, che dovranno essere opportunamente incoraggiati e sensibilizzati sul tema, alla distribuzione. Così che nessuno corra il rischio di non sapere cosa fare delle apparecchiature elettroniche d’uso quotidiano quando diventano vecchie o diventano inutilizzabili.

Lisa Vagnozzi


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