rifiuti-elettronici-decreto-uno-contro-uno

Giorni contati per i rifiuti elettronici e i vecchi elettrodomestici. L'atteso Decreto Ministeriale per la raccolta dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche è stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 4 maggio scorso ed entrerà in vigore il 19 maggio prossimo. Un provvedimento che OBBLIGA le aziende produttrici a ritirare GRATUITAMENTE il vecchio apparecchio elettronico al momento dell'acquisto di uno nuovo (da cui il soprannome “uno contro uno” del decreto stesso). Nello specifico, gli esercizi commerciali potranno stoccare i RAEE e consegnarli poi ai Centri di Raccolta gestiti dagli enti locali e distribuiti sul territorio (a questo link l'elenco per regione).

Un passo avanti rispetto al Decreto Legislativo 151 del 2005, che fissava come obiettivo un tasso di raccolta RAEE da nuclei domestici pari a un minimo di 4 Kg pro-capite annuo. Considerando che nel 2009 ci si è fermati a 3,21 Kg/abitante, l'esigenza di tale integrazione era più che giustificata. “Sono molto soddisfatto che l’uno contro uno sia diventato realtà” spiega Danilo Bonati, direttore generale di ReMedia, uno dei più importanti Consorzi per la gestione dei RAEE; “dopo oltre due anni di attesa, il sistema è finalmente completo anche sul fronte della raccolta e il consumatore può usufruire di un servizio completamente gratuito. Restano però alcune criticità operative da risolvere, come la copertura a livello territoriale delle isole ecologiche e le modalità di interazione tra queste e i punti vendita che conferiranno i RAEE”.

In effetti, la situazione varia molto da regione a regione, con differenze rilevanti tra Nord e Sud del paese: 2.171 i centri di raccolta a Nord (96,2% di copertura della popolazione), 386 al Centro (84,7% di c.) e 487 al Sud (73,4% di c.). Si spera dunque che dal 18 giugno, termine per l'iscrizione dei distributori all'Albo Nazionale Gestori Ambientali, la raccolta di frigoriferi, lavatrici, televisori, radio, computer, decoder e altro aumenti fino a raggiungere gli standard degli altri paesi europei. Come la Francia, ad esempio, dove i flussi di RAEE generati attraverso il canale della distribuzione rappresentano il 30% del totale.

Un decreto quanto mai opportuno e che arriva, per di più, in un momento in cui gli italiani, approfittando degli eco-incentivi per gli elettrodomestici, stanno cambiando e rinnovando diversi apparecchi. Inoltre, va considerato il proseguimento nel 2010 del passaggio al digitale nelle regioni attualmente in attesa (tra cui Emilia Romagna, Veneto e parte della Lombardia), che porterà senza dubbio a un forte ricambio di televisori (46.000 tonnellate di apparecchi tv raccolte ad esempio da ReMedia, con picchi regionali in corrispondenza dei vari swich-off).

Insomma, una possibilità di crescita per tutti: consumatori, produttori e aziende del settore, piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del sistema economico nazionale ma che spesso soffrono per mancanza di strumenti di sostegno. Solo nell’ambito delle attività di raccolta e riciclo dei RAEE ne sono coinvolte 300 (Ecolamp, Ecoelit, Ridomus, Ecolight, EcoSOL, eccetera) provenienti dai settori del trasporto, del trattamento o del riciclo.

Oltre a consentire eccellenti potenzialità di crescita di sviluppo per la raccoltà dei RAEE in Italia, il decreto "uno contro uno" apporterà semplificazioni per i negozi e vantaggi per i consumatori.

Roberto Zambon



 

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